Luoghi sacri della Sardegna protostorica, il dossier all’esame dell’Unesco: unico progetto italiano per la lista del patrimonio mondiale

21 settembre 2026 alle 14:03

La Sardegna va all’Unesco con un piano di valorizzazione della sua storia più antica promosso dall’associazione “Sardegna terra di nuraghi”. Il progetto  ha superato l’esame commissione nazionale italiana per l’Unesco. È l’unica istanza italiana che approda a Parigi, dove ha sede l’organizzazione che si occupa di educazione, scienza e cultura. Erano stati presentati 30 progetti tra i quali uno, molto importante, che riguarda il “barocco pugliese”. Il progetto sardo ha sbaragliato un’agguerrita concorrenza.  L’annuncio della candidatura è arrivato  nel corso di una conferenza stampa nella sede della Fondazione di Sardegna. La valutazione preliminare degli organi consultivi del Comitato del Patrimonio Mondiale è il primo passaggio del nuovo iter previsto dall’Unesco per l’iscrizione dei siti nella Lista del Patrimonio Mondiale.

A introdurre la presentazione, a Cagliari, è stato Pierpaolo Vargiu, Presidente dell’Associazione “Sardegna Terra dei Nuraghi”, promotrice dell’istanza, che ha evidenziato come questo nuovo passo avanti sia il frutto di un lungo lavoro durato anni  e che oggi, ha detto, “fa di questo progetto il progetto della Sardegna e dei sardi, una scommessa per dare alla nostra Isola una identità nel mondo”.

Secondo la presidente della Regione Alessandra Todde, “ora occorre investire sulla tutela, sulla conservazione, sull’accessibilità e sulla valorizzazione dei siti, nella consapevolezza che la candidatura UNESCO debba essere sostenuta da azioni precise e strutturate". Per Ilaria Portas, assessora della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, “ottenere questo riconoscimento a soli due anni dall'ultima candidatura italiana delle Domus de Janas è il segno tangibile e inequivocabile dell’impegno costante della Regione, delle associazioni e di tutta la comunità scientifica coinvolta nella valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico della Sardegna”. Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna ha dichiarato che “questo momento rappresenta una tappa importante di un percorso costruito negli anni grazie al lavoro dell’associazione e alla collaborazione di istituzioni e studiosi che hanno creduto in questo progetto”.
Tutto è legato alla storia millenaria dell’Isola che l’ha resa protagonista indiscussa nell’antico scenario del Mediterraneo Occidentale. La civiltà protostorica sarda, che ha coperto un arco di oltre mille anni, tra il 1800 e l’800 Avanti Cristo, ha lasciato un patrimonio paesaggistico monumentale ricco di migliaia di siti che lo rendono un contesto straordinario.

La profonda spiritualità dell’architettura sacra dell’antica civiltà sarda, che ancora oggi presenta aspetti poco noti, che costituiscono uno straordinario stimolo all’approfondimento e alla ricerca scientifica, permea i tanti monumenti ancora conservati, primi fra tutti i Pozzi Sacri e le Tombe dei Giganti, che rappresentano un orgoglio identitario della Sardegna, ma sono una ricchezza inestimabile dell’Italia intera, che merita di essere meglio conosciuta e apprezzata dal mondo.
Nel video il presidente dell'associazione "Sardegna Terra di Nuraghi" Pierpaolo Vargiu.