Le tracce del ventennio fascista sui muri di Cagliari

13 settembre 2026 alle 18:55aggiornato il 13 settembre 2026 alle 18:56

La nostra città conserva ancora adesso una memoria viva e ferocissima della guerra. Ha conosciuto da vicino la distruzione e il dolore. Le cicatrici dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale restano impresse negli edifici del centro storico, nei muri sventrati e nelle facciate semidistrutte. Eppure, quei terribili segni non sono le uniche testimonianze capaci di resistere al passare degli anni e a raccontarci di un passato mai troppo lontano. Durante il ventennio fascista anche a Cagliari, così come in tutte le città italiane, imperversavano scritte e motti patriottici utilizzati come strumenti di propaganda del regime.

Realizzate spontaneamente da sezioni locali o in occasione di visite ufficiali, questi slogan sopravivvono ancora adesso nei muri, seppur in certi casi quasi totalmente sbiaditi o nei ricordi di coloro che quel periodo lo avevano vissuto, magari con gli occhi di bambini inconsapevoli o di ragazzi entusiasti che ancora non avevano fatto i conti con la realtà.

Così nel quartiere di Castello sul palazzo Onnis-Bellegrandi, dal lato della piazzetta Mafalda di Savoia, si può leggere l'ombra di una scritta firmata Mussolini: "Il popolo italiano ha creato col suo sangue l’impero, lo feconda col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi". Si tratta di una frase del discorso con il quale il 9 maggio del 1936 venne proclamato l'Impero italiano.

Dall'altro lato della città, in un palazzo tra la via Sassari e il viale la Playa, sono incisi nella facciata i motti "saviezza governa, lavoro opera, gioia compensa, fedeltà conserva, fede illumina, amore abita, pace amministra, onore adorna".

Alcune scritte rimangono ormai solo nella memoria o nelle vecchie foto. Uno degli esempi più conosciuti era presente nell'enorme edificio situato all'angolo tra la via Petrarca e la via San Benedetto. Utilizzato dall'Aeronautica Militare, fu caratterizzato per tanti anni dalla presenza dell'enorme scritta "Vinceremo" in una delle facciate. Il motto, di chiaro intento motivazionale, è ormai scomparso. L'appellativo dell'edificio, conosciuto negli anni come "palazzo vinceremo" è rimasto per lunghi anni nei ricordi di tanti cagliaritani.