La Sardegna che perde residenti, a Gesico il dibattito sul futuro delle aree interne
Spopolamento, emigrazione e integrazione al centro del convegno organizzato a Gesico per la 28ª Festa dell’Emigrato, promossa da Pro loco e Comune insieme ad Acli, Unione dei Comuni della Trexenta, Regione Sardegna, Protezione Civile Gesico ed Epli. Dopo i saluti del sindaco Terenzio Schirru e del presidente della Pro loco Carlo Carta, sono intervenuti Mauro Carta, presidente regionale delle Acli, Sara Cancedda, presidente nazionale Sardi Emigrati Uniti, la sindaca di Guasila e consigliera regionale Paola Casula, i sindaci Damiano Aresu (Pimentel) e Stefano Soro (San Nicolò Gerrei), Pierpaolo Cicalò dell’Istituto Fernando Santi, Moreno Pisano della Filef e Rodolfo Cancedda, presidente Asel Sardegna.
Mauro Carta ha illustrato i dati sullo spopolamento, evidenziando le difficoltà delle aree interne: «Questi dati raccontano un territorio che nel complesso fatica: perde popolazione, invecchia, resta indietro su reddito e istruzione rispetto al resto della Sardegna». Le Acli sono in prima linea nel proporre possibili soluzioni per intervenire su servizi, lavoro e opportunità per i giovani. Paola Casula ha invece anticipato alcune misure che la Regione sta predisponendo sul fronte dell’istruzione e dei servizi, con l’obiettivo di rendere più attrattivi i piccoli centri e contrastare la perdita di residenti. Dal confronto è emersa la necessità di intervenire rapidamente: senza servizi, lavoro, scuola e nuove opportunità, i paesi delle aree interne rischiano di perdere popolazione e futuro.
