L. Elettorale, Acerbo: Meloni lede diritto costituzionale fondamentale

14 settembre 2026 alle 19:17
Roma, 14 set. (askanews) - Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, è intervenuto durante un presidio davanti al Senato contro la norma della riforma elettorale che quadruplica, da 1.500-2.000 a 6.000-8.000 per collegio, le firme richieste alle liste non rappresentate in Parlamento. Secondo Acerbo, la misura ostacola la partecipazione al voto di Rifondazione Comunista, Progetto Civico e delle altre forze che potrebbero confluire in una coalizione contro il centrodestra."Sono i cittadini e le cittadine - ha detto Acerbo - che decidono votando se vogliono mandare qualcuno o meno in Parlamento. Qui la Meloni impedisce di presentarsi alle elezioni, quindi lede un diritto costituzionale fondamentale. Poi il fatto che debbano raccogliere questo numero spropositato di firme solo le liste che non sono già presenti in Parlamento, è un'assurdità. Faccio un esempio: in questi giorni tutti hanno reso omaggio a Emma Bonino, ma con norme del genere i radicali non si sarebbero mai presentati negli anni Settanta. E quando si parla di Costituzione tutti citano Piero Calamandrei: il Partito d'Azione non avrebbe mai partecipato all'Assemblea costituente, quindi si tratta di una cosa sciagurata che solo un governo di fascisti e di eredi della loggia P2 poteva pensare di mettere sotto forma di legge".Secondo l'esponente comunista, "è una legge pensata per colpire le liste che potrebbero confluire in un fronte contro la destra, per impedire sostanzialmente alla Meloni di rivincere le elezioni. Quindi loro si sono blindati impedendo a Rifondazione Comunista, a Progetto Civico o ad altri soggetti di poter partecipare al voto. Questa è una cosa di gravità inaudita che non era mai accaduta fino ad ora".