Hantavirus, il virologo Pregliasco: «Test specifici, ma il vaccino non c’è»

15 maggio 2026 alle 08:22aggiornato il 15 maggio 2026 alle 08:22

I sistemi sanitari internazionali affrontano l’Hantavirus. L’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, parla di rischio basso per la popolazione generale, ma invita i governi a prepararsi per eventuali nuovi casi.

In Italia il Ministero della Salute ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario. Un protocollo simile a quello adottato per il covid.  Chiarendo inoltre, in linea con l’OMS, che il rischio è molto basso in Europa. Il virus identificato, trasmesso principalmente da roditori selvatici, è il ceppo Andes, raro perché può trasmettersi anche tra esseri umani, seppure in forme limitate. I sintomi iniziali ricordano una normale influenza.

Ma quanto dobbiamo preoccuparci davvero? A Radar, su Videolina, è intervenuto il professor Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano: «Un caso ne determina un altro, nel covid il rapporto era uno a cinque, nel morbillo è uno a quindici. Nel caso dell'hantavirus sembra che siano contagiosi soprattutto i soggetti sintomatici: isolandoli si contiene il fenomeno. Il problema è semmai il tempo di incubazione di 42 giorni»