ETS, l’eurotassa e la beffa degli incentivi per la Sardegna

04 maggio 2026 alle 11:26aggiornato il 04 maggio 2026 alle 11:27

L'insularità è un costo che in Sardegna pesa ogni giorno su imprese, lavoro e sviluppo.  Uno studio commissionato dai Riformatori all’Istituto Bruno Leoni, lancia un dato chiaro: per il sistema produttivo sardo i maggiori costi possono arrivare fino al 44% rispetto al resto d’Italia.  Un divario che resta elevato anche nel solo trasporto merci, con un differenziale stimato attorno al 20%. Significa che produrre, esportare, competere alla Sardegna costa molto di più. Pesano carburanti, logistica e anche l’ETS, il sistema europeo che impone un prezzo alle emissioni di CO₂ di navi e industrie per spingere la transizione ecologica. Secondo l’Istituto Bruno Leoni l’ETS può incidere fino al 30% dei costi di esercizio sulle tratte intra-UE.

Esiste un sistema di incentivi che alleggerisce il peso sostenuto con l’ETS? Esiste, ma tocca la Sardegna solo marginalmente.

I dati: ogni anno il sistema produttivo isolano ‘’paga’’ 150 milioni di ETS. Il governo ha stabilito che parte di questa spesa venga girata alle imprese per finalità di miglioramento logistico.

Gli incentivi sono due: il ‘’Ferrobonus’’ per il trasporto ferroviario e il ‘’Marebonus’’per quello via mare. Il mare è un'alternativa per la Trieste-Bari o la Ravenna-Catania. Cosa c’entra la Sardegna col ‘’Ferrobonus’’? E col ‘’Marebonus’’ quanto rientra alle imprese? Un esempio: sulla Livorno-Cagliari l’ETS vale mediamente 250-400 euro. L’incentivo ne ‘’restituisce’’ solo 79. Ne ha parlato a Radar, su Videolina, l’ingegnere logistico Massimiliano Manca.