Donne e managerialità, Riflessi primo evento di una boutique firm

02 novembre 2026 alle 17:32
Roma, 2 nov. (askanews) - Le donne che esercitano una libera professione in Italia sono salite a 510mila, con un aumento del 19,9% in dieci anni, e rappresentano il 37% di un comparto di 1,378 milioni di professionisti. Sono i dati 2024 del X Rapporto dell'Osservatorio di Confprofessioni. In questo segmento si colloca la proposta di Rossella Mattielli, Founder di Rossella Mattielli Srls, che a Milano, nel quartiere di Brera, durante l'evento "Riflessi", si è tenuto un incontro sull'evoluzione dell'assistente personale verso la figura della Private Life Manager .Il lavoro indipendente cresce: secondo l'Istat, ad agosto 2026 gli autonomi erano 5 milioni 292mila, 78mila in più su base annua. La professione di partenza è marcatamente femminile: negli Stati Uniti il Bureau of Labor Statistics conta per il 2025 circa 249mila executive assistant, il 93,5% dei quali donne.Le competenze dell'assistente personale, dall'anticipare i bisogni al gestire agende e priorità altrui, vengono spesso ricondotte a una dimensione esecutiva. "Molte assistenti personali possiedono già capacità organizzative, decisionali e relazionali di altissimo livello, ma continuano a riconoscersi in un ruolo prevalentemente esecutivo", afferma Mattielli. "Il cambiamento comincia quando si prende consapevolezza del proprio valore e si comprende che quelle stesse competenze possono essere esercitate con una postura diversa, più autonoma, responsabile e manageriale".La Private Life Manager, nella definizione della società, porta le competenze maturate in azienda nella gestione della vita privata di persone e famiglie: proprietà, fornitori, pianificazione familiare, viaggi, budget e progetti personali. A differenza dell'assistenza tradizionale, costruisce sistemi organizzativi, prende decisioni e risponde dei risultati. Lavora prevalentemente da remoto, mantenendo una relazione personale e fiduciaria con il cliente, in un Paese dove l'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano stima per il 2025 circa 3,575 milioni di lavoratori a distanza.Per Mattielli il passaggio riguarda l'identità. "Diventare Private Life Manager significa prima di tutto cambiare mentalità. Non è sufficiente acquisire nuove competenze o cambiare il proprio titolo professionale. Occorre imparare a riconoscersi come una figura manageriale, capace di assumere decisioni, responsabilità e autonomia. È un cambiamento che nasce da dentro e che modifica inevitabilmente il modo di lavorare, di relazionarsi e di presentarsi agli altri".Il percorso, che risponde al desiderio di governare il proprio tempo, non è presentato come un abbandono della professione di provenienza, ma come una sua prosecuzione con maggiore autonomia.Simbolo dell'incontro è lo specchio. "Lavorare nella vita degli altri richiede sensibilità, attenzione e una grande capacità di ascolto. Ma significa anche imparare a stare nella relazione senza perdere la propria identità. Lo specchio è stato il nostro modo di invitare ogni partecipante a guardarsi, a riconoscere il proprio valore e, forse, a immaginarsi diversa", osserva Mattielli.Tra testimonianze e confronti, l'evento non puntava a indicare un percorso unico. "Mi piacerebbe che ogni donna uscita da Riflessi portasse con sé una domanda nuova sul proprio futuro professionale. Non necessariamente il desiderio di diventare Private Life Manager , ma la consapevolezza di poter scegliere come esprimere il proprio valore", conclude Mattielli.L'incontro si è svolto nel Nord Ovest, dove secondo Confprofessioni le donne sono il 40% dei liberi professionisti, sopra la media nazionale.