Olbia, degrado a San Simplicio. Il parroco: «Fate la carità, non l'elemosina»
È l'ennesimo oltraggio avvenuto sul sagrato davanti alla chiesa di San Simplicio. Un diverbio all'arma bianca fra mendicanti che si contendevano l'elemosina, con una donna tenuta come scudo a farne le spese. La goccia che a Olbia ha fatto traboccare il vaso. E per questo il parroco don Antonio Tamponi ha invocato un cambio di rotta. Con un appello energico ai fedeli lanciato anche durante la messa. Ora basta.
Sono decine gli episodi di degrado e danneggiamenti segnalati alle forze dell'ordine, che hanno difficoltà a intervenire. L'installazione artistica ''Lily'' di Manuel Marotto ha registrato sottrazioni di bottigliette d'acqua e il giro di vite del sindaco, che ha rimosso i cestini della spazzatura, non ha sortito alcun effetto. La gente continua a gettare per terra i rifiuti, buste piene di immondizia comprese. In più gli angoli più bui spesso sono il ritrovo ideale dove consumare alcolici o spacciare la droga.
Serve un nuovo progetto di illuminazione laterale, liberando così la piazza dai punti luce obsoleti. Il sistema di videosorveglianza immortala spesso scene di vandalismo, come nel caso della riproduzione in miniatura della chiesa, la quale ogni giorno perde qualche pezzo.
Di recente l'amministrazione comunale ha annunciato l'attivazione di un sistema di telecontrollo, in vari punti della città, in grado persino di leggere le targhe delle auto ma per l'entrata a regime ci vorrà del tempo. Nel video il parroco di San Simplicio don Antonio Tamponi.
