Lucia Borsellino alla mostra dell’Asinara sugli invisibili della mafia
«L’Asinara è un luogo di memoria e di eccellenza che mi è rimasta nel cuore».
Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia nell’attentato di via d’Amelio nel 1992, ritorna sull’isola per la seconda volta in occasione della inaugurazione della mostra “Gli invisibili, ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza”, una esposizione fotografica, a cura di Lavinia Caminiti, inaugurata questa mattina, mercoledì 23 settembre, nel Museo della legalità del Parco nazionale dell’Asinara, allestito nella ex diramazione centrale di Cala d’Oliva.
L’esposizione, organizzata dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall’Agenzia regionale della Conservatoria delle Coste della Sardegna, resterà aperta fino al 31 ottobre negli spazi all’interno dell’ex Istituto penitenziario.
«Questo lavoro di ricostruzione della memoria, molto apprezzato dalle nuove generazioni, fa riflettere sulla conoscenza del passato per poter leggere il presente e ricostruire un futuro migliore», osserva Lucia Borsellino. «Qui in quest'isola da cui sono rimasta lontana per oltre quarant'anni, ho vissuto un periodo con mio padre e la mia famiglia che non potrò mai dimenticare».
Nell'estate del 1985 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono l trasferiti d'urgenza all'Asinara insieme alle loro famiglie per motivi di sicurezza. Nell'isola i due giudici lavorarono sulla sentenza del maxi processo contro Cosa Nostra.
