Assalto al Postamat di Bitti: quattro arresti

08 maggio 2026 alle 15:08aggiornato il 08 maggio 2026 alle 15:10

Blitz dei Carabinieri nelle prime ore di questa mattina tra Bitti, Calangianus e Buddusò. I militari della Compagnia di Bitti, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, dei Reparti Squadriglie del Comando Provinciale di Nuoro e delle Compagnie di Nuoro, Siniscola, Tempio Pausania e Ozieri, hanno eseguito un’importante operazione anticrimine che ha portato all’arresto di quattro persone.

Per i quattro uomini, tutti di nazionalità italiana, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Nuoro, su richiesta della Procura della Repubblica. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di rapina aggravata, ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’indagine dei carabinieri ha permesso di ricostruire nei dettagli l’assalto all’ufficio postale di Bitti avvenuto il 2 settembre dello scorso anno, un colpo particolarmente violento e pianificato con precisione.

Secondo quanto emerso, il gruppo avrebbe dapprima rubato un escavatore e un furgone, utilizzando poi il mezzo d’opera per sradicare lo sportello Atm dall’edificio postale. Una volta caricato il bancomat sul furgone, i malviventi sarebbero però rimasti coinvolti in un incidente durante la fuga. L’imprevisto li avrebbe costretti a cambiare rapidamente strategia: grazie al supporto di un complice e all’utilizzo di un trattore, il gruppo sarebbe riuscito a recuperare nuovamente l’Atm e a fuggire con il bottino, quantificato in circa 81 mila euro.

Le indagini non si sono limitate agli esecutori materiali della rapina. Contestualmente agli arresti, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di altri due soggetti ritenuti collegati agli indagati.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati esplosivo, micce detonanti, detonatori, un mitragliatore, diversi fucili e munizioni detenuti illegalmente, oltre a sostanze stupefacenti, denaro contante e materiale di provenienza furtiva. Un quadro che, secondo gli investigatori, confermerebbe l’esistenza di un articolato contesto criminale attivo sia nei reati contro il patrimonio sia nel traffico di droga.