Amii Stewart, la notte magica al Padiglione Nervi

08 luglio 2026 alle 08:37

Vibra tutto. Vibra l’anima, che lei, la regina della musica dance anni Ottanta  riesce a trafiggerti e toccarti anche se non vuoi. <Buonasera>. Arriva in bianco, casacca e pantaloni al ginocchio, pancia scoperta, cinque fenicotteri che la salutano, senza corona e coi fiori tatuati sulla testa senza capelli; perché sono una schiavitù e Amii Stewart professa e canta libertà. Tramonto alle spalle, tutt’attorno l’orchestra del Lirico e lei, che ondeggia come gli archetti dei violini, con le maniche a sbuffo della casacca che fanno coreografia e sembrano danzare anche loro come per magia. È magico l’inizio, un quarto d’ora prima delle 21, con Turn your love around, che vinse un Grammy awards come miglior canzone Rhythm & Blues. Vince lei, Amii che al padiglione Nervi di Cagliari sembra davvero una regina, col bianco che fa contrasto con la divisa nera dei musicisti, e si muove con eleganza e danza leggiadra mentre tira fuori pezzi da Novanta della musica. Come Overjoyed di Stevie Wonder, che parla di amore non corrisposto e di speranza. E lei continua ad ondeggiare.

 

E poi c’è Ennio Morricone. Ma prima chiama Antonio e chiede meno orchestra nelle cuffie e del Maestro dice che è la persona che le ha fatto fare una svolta nella carriera. <Gli sarò perennemente grata, era anche un carissimo amico> E regale al pubblico cagliaritano Hurry to me, la colonna sonora di Metti una sera a cena. Non c’è la cena, ma lei, che ha superato i settanta e si mangia il palco e ipnotizza. Non c’è neppure Dance, ma c’è Ancora, Ancora, ancora di Mina. Per cantarla preferisce sedersi come le donne per bene e ancora, ancora e ancora ti fa vibrare l’anima con gli acuti che ti entrano dentro. Sotto un cielo senza stelle perché tanto brilla lei. Togheter, insieme, e tutti insieme battono le mani. Niente pause, giusto un sorso d’acqua ogni tanto e continua con un medley, di R & B, tributo ad Aretha Franklin e venti minuti prima delle 22 è meno romanticismo e più energia. Era ed è una regina, Amii Stewart, che è una star internazionale ma è al debutto con l’Orchestra del Lirico di Cagliari, col direttore Peppe Arezzo. E poi è la volta di “Grazie perché”, che nel 1983 l’ha vista sul palco con Gianni Morandi. Grazie, grazie Amii, perché tu ci sei. Anche senza Morandi a cui manda un bacio.

 

<Questa sera vorrei dedicare questa canzone a una persona speciale che oggi non è potuto essere qui perché non sta bene, al dottor Maurizio Porcu e a tutte le persone che si sentono a disagio e hanno acciacchi>. Canta Smile, perché sorridere è l’unico modo per superare i momenti bui e speriamo aiuti ancor dottor Porcu. Prima di chiudere ringrazia organizzatori e orchestra, chiude con Vasco, Un senso. Quello che ha dato lei, ieri, al Padiglione Nervi e al cielo senza stelle. <Grazie Cagliari>. Poi il saluto: <Ognuno di noi ha negli occhi un po' di tristezza, perché siamo circondati da guerre inutili. L'arma che abbiamo è amare le persone che incinteiamo>.