A Macomer nel fine settimana non ci si può ammalare. La guardia medica resta chiusa la notte fra oggi e domani. Ad annunciarlo è la direzione del distretto sociosanitario di Macomer: «A causa della improvvisa e non sostituibile assenza del personale medico, il servizio di continuità assistenziale-guardia medica rimarrà sospeso durante il turno notturno compreso tra le ore 20 di sabato e le ore 8 di domenica 12 luglio». Per le urgenze ed emergenze sanitarie, informa la direzione del distretto, occorre contattare telefonicamente il numero unico europeo 116 117, attivo 24 ore su 24, che indica il punto di guardia medica attivo più vicino e può mettere in contatto con il medico di continuità assistenziale in servizio. La centrale 116 117 è collegata a quella dell’emergenza 118, in modo da consentire passaggi rapidi di chiamata qualora l’esigenza del cittadino si dovesse rivelare particolarmente urgente.
Proteste
È successo già a Natale e Capodanno e ora è in piena estate. L’annuncio sta creando malcontento e inevitabili disagi. I social sono invasi dalle proteste, che chiamano in causa non solo la Asl, ma soprattutto la politica. Laconica, ma significativa la risposta del sindaco Riccardo Uda, tempestato di lamentele: «Siamo legati alle decisioni della Asl, che ha competenza specifica». Prende posizione il comitato per la tutela della salute, col coordinatore Francesco Nieddu: «Purtroppo non succede solo a Macomer. Altri paesi della zona spesso rimangono scoperti. Non c’è una soluzione immediata, perché mancano i medici. Il problema potrebbe risolversi quando entrerà in funzione la casa di comunità, dove si può dare assistenza 24 ore su 24».
Disagi all’Ascot
Con la guardia medica rimane chiuso e a mezzo servizio anche l’Ascot, con l’ambulatorio di viale Piemonte rimasto inattivo per tutta la giornata di ieri mentre lunedì rimarrà aperto solo per un paio di ore del pomeriggio. Anche questo costituisce un problema, poiché l’ambulatorio, quotidianamente, è invaso da centinaia di persone.
«Ho accompagnato mia madre sofferente alle 7 per poter prendere il numeretto - dice un utente - ma quando siamo arrivati all’ambulatorio c’era già un’enorme fila. Dentro non c’è posto a sedere. Si può immaginare la sofferenza degli anziani».
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