L’inchiesta.

Si chiude il cerchio sul delitto di agosto a Buddusò 

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Il movente, i mandanti e gli esecutori: la pm di Sassari Elisa Succu, stando a indiscrezioni, avrebbe messo al loro posto quasi tutti i tasselli dell’inchiesta sulla esecuzione del soccorritore di Portoscuso, Marco Pusceddu, freddato con quattro colpi di pistola il 7 agosto dell’anno scorso, omicidio avvenuto nella sede dell’associazione Intervol a Buddusò. Dagli uffici della Procura di Sassari non esce una parola sull’inchiesta affidata ai Carabinieri, ma a distanza di quasi un anno da delitto, il lavoro della pm e degli investigatori sarebbe entrato nella fase conclusiva.

La magistrata avrebbe ricostruito il contesto nel quale è maturato il delitto e non è escluso che le indagini abbiano subito un rallentamento, perché altri sospettati si sono aggiunti alle prime due persone i cui nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Sassari. Marco Pusceddu, 51 anni, stando a quanto sta emergendo dalle indagini, era un uomo braccato, spaventato e aveva lasciato Teulada per paura. Sarebbero stati provati i collegamenti con l’episodio avvenuto a fine aprile del 2025 in una piazzola di sosta a Flumentepido, quando il soccorritore del 118 venne colpito alla testa (rischiando di morire) da persone che conosceva benissimo. Le persone iscritte nel registro degli indagati non sono le sole coinvolte nell’inchiesta di Elisa Succu. Più soggetti avrebbero avuto un ruolo nei fatti culminati con l’esecuzione del soccorritore di Portoscuso. Risentimento e odio condivisi da almeno due persone, per una vicenda che niente ha che vedere con contesti criminali ai quali la vittima era totalmente estranea. Il movente sarebbe legato a vicende private, fatti ricostruiti dalla pm anche sulla base di documenti che attestano situazioni di forte tensione e pesantissimi dissidi.

L’inchiesta non avrebbe portato alla individuazione, con assoluta certezza, degli esecutori materiali del delitto. Persone che hanno effettuato diversi sopralluoghi a Berchidda e Buddusò prima di entrare in azione per uccidere Pusceddu. Soggetti che si sarebbero assicurati, prima di entrare nella sede della Intervol, che non ci fossero telecamere attive. Il legale della famiglia Pusceddu, Marco Aste, contattato ieri, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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