Il giudizio

«Fusione degli aeroporti, aspetti poco chiari» 

I dubbi della Corte dei Conti sull’operazione e sulla partecipazione della Regione 

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L’equilibrio finanziario della Regione è solido e infatti la parifica del bilancio da parte della Corte dei Conti non è mai stata in discussione. Ma ieri, prima del via libera, la governatrice Alessandra Todde ha dovuto ascoltare le pesanti bacchettate contenute nella requisitoria della procuratrice regionale Valera Motzo e nella relazione delle magistrate relatrici contabili Cristina Ragucci, Elisa Carnieletto e Tiziana Sorbello. In particolare sul tema della fusione degli aeroporti, la procuratrice ha sottolineato la «sussistenza di aspetti allo stato ancora poco chiari che caratterizzano l'intera operazione», un progetto che «comporterebbe per la Regione una nuova partecipazione nella nella holding destinata a controllare le società di gestione dei diversi scali attraverso il conferimento di 30 milioni di euro». Ora, ha aggiunto, «questa Procura sta seguendo con particolare attenzione la vicenda», anche alla luce «del parere negativo reso, su richiesta della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano, dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti con deliberazione del 2023».

Segnalazioni anche su sanità, istruzione, sulla tempistica della programmazione, con l'approvazione tardiva delle leggi di bilancio che ha costretto la Regione a quattro mesi di esercizio provvisorio e limitato l'operatività degli uffici per un terzo dell'anno, sull'eccessivo ricorso alle variazioni di bilancio.

Sanità

Per quanto riguarda il sistema della salute, ha spiegato la procuratrice Motzo, «il grande impiego di risorse non consente ancora al sistema sanitario sardo di raggiungere livelli di efficienza tali da superare i problemi che lo affliggono». E che hanno un nome: liste d’attesa ancora troppo lunghe, con la Sardegna che detiene il triste primato in Italia per cittadini che rinunciano alle cure. Non fanno bene, d’altra parte, «gli stravolgimenti di tipo organizzativo che hanno inciso sui vertici delle aziende sanitarie. Da questi interventi sono derivate instabilità e in generale la demotivazione del personale sanitario». La procuratrice ha anche ricordato che molte strutture complesse sono da anni nelle mani di facenti funzione.

Istruzione

Un passaggio anche sull’istruzione e sull’altissima percentuale di dispersione scolastica (13,6%, ben al di sopra della media nazionale). Nel 2025 la Regione ha destinato al diritto allo studio oltre 284mila euro, il 2,4% dell’importo complessivo della spesa impegnata. Per questo, «la Regione deve ripensare le strategie fino a oggi messe in campo. Investire sull’istruzione è il percorso obbligato anche per sostenere la crescita economica, una necessità strategica per il futuro della Sardegna». Altro rilievo sul ricorso dell’amministrazione a consulenze legali esterne nonostante possa contare su una sua squadra di avvocati.

Dopo il giudizio, la presidente ha «ringrazio la Corte per le sollecitazioni sull’utilizzo delle risorse che ci spingono a fare sempre meglio. Sul tema sanitario, stiamo riorganizzando il sistema delle cure. Sulla gestione dell’acqua e sulla partecipazione della Regione nella rete degli aeroporti voglio ribadire che il nostro unico interesse è il vantaggio dei cittadini». L'assessore al Bilancio Giuseppe Meloni ha sottolineato come «il bilancio del 2025 sia il primo interamente di competenza di questa Giunta. Le critiche hanno riguardato i 4 mesi di esercizio provvisorio del 2025. Dobbiamo evitare anche un solo mese di bilancio provvisorio, come avvenuto nel 2026».

Centrodestra

Per il centrodestra non c’è nulla di cui andare fieri. Per Michele Pais (Lega), «la requisitoria della procura e la relazione della sezione di controllo sono una sonora bocciatura all’azione politica e amministrativa». Il deputato e segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis è netto: «La Giunta Todde ha fallito. La Corte dei Conti, con il consueto linguaggio rigoroso e istituzionale, ha inflitto alla presidente Todde due schiaffi contabili e amministrativi. Il primo riguarda la sanità, sulla quale i magistrati contabili hanno espresso un allarme gravissimo. Il secondo, l’incapacità amministrativa e programmatoria della Regione».

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