«Solo per la prontezza di riflessi di un operatore, l’elicottero Super Puma decollato da Alà dei Sardi e l’aereo Canadair non sono precipitati uccidendo entrambi gli equipaggi: ha sganciato, a quanto sembra, dall’elicottero il cavo d’acciaio lungo trenta metri che reggeva la benna quando dal fumo è sbucato all’improvviso l’aereo, che ha investito il cavo con l’ala destra». Raimondo Piras, 57 anni, di Villacidro ma abita a Guspini, in passato ha volato sui mezzi antincendi: era il suo lavoro. Dal ciglio della strada in località Putzu Nieddu, mentre osservava l’inferno di fuoco che ieri ha incenerito non meno di cinquecento ettari nelle campagne di Guspini, ha visto l’incidente tra mezzi aerei: «La strage si è sfiorata». Sganciare il cavo al quale era collegata la benna ( bamby bucket , nel gergo degli addetti ai lavori), ha evitato che i due velivoli anti incendi si trascinassero al suolo a vicenda: lo schianto, assicura Piras, si è evitato solo grazie a questa decisione presa in una frazione di secondo.
La collisione
Il cavo d’acciaio ha colpito l’ala destra del Canadair, che malgrado il danno è rimasto governabile così come l’elicottero: entrambi sono subito dopo atterrati all’aeroporto militare di Decimomannu per le verifiche tecniche. Tutti i componenti degli equipaggi sono rimasti illesi, ma il Canadair ha riportato danni piuttosto gravi all’ala destra, che però non hanno impedito al pilota di riportarlo sulla pista d’atterraggio in sicurezza.
Il gigantesco rogo
Intanto, tutt’intorno l’inferno bruciava un territorio - quello di Guspini - che quest’estate è martoriato dagli incendi: se ne contano una decina nelle ultime settimane, nei campi le distese di vegetazione annerita sono vera desolazione. Tre elicotteri e un Canadair sono stati necessari per domare le fiamme, mentre le squadra a terra di vigili del fuoco di Sanluri e Oristano, forestali, protezione civile e volontari si dannavano l’anima per fermare l’avanzata del rogo, e nel primissimo pomeriggio sembrava fatta. E invece no, il fuoco è ripartito e sono servite altre ore per mettere al sicuro quantomeno le case. Di campagne, purtroppo, resta sempre meno dopo i roghi appiccati con regolarità, quando le condizioni meteorologiche sono favorevoli agli incendiari e dunque contrarie alla vita.
Il testimone
È proprio mente si tentava di bloccare quell’incendio, che è accaduto l’incidente con il cavo, ed è stato un miracolo. A raccontarlo è ancora Raimondo Piras, che l’ha visto con i suoi occhi e ne ha compreso la dinamica proprio grazie alle estati trascorse a bordo di quei mezzi aerei della campagna anti incendi. «L’elicottero Super Puma era appena arrivato, la prima manovra è agganciare la benna per poi iniziare i prelievi d’acqua e i lanci sul fronte delle fiamme. Appena si è nuovamente sollevato, subito dopo l’aggancio della bamby bucket , dal fumo è sbucato l’aereo Canadair: la visibilità era ridottissima, i mezzi in volo addirittura quattro e vedersi a vicenda una scommessa che non sesempre si può vincere.
Momenti di terrore
Il Canadair ha agganciato con l’ala il cavo tra l’elicottero e la benna, l’operatore l’ha sganciato subito: è stato così che i due velivoli hanno potuto raggiungere l’aeroporto militare di Decimomannu. Salvi, tutti, e non era affatto scontato considerati i tempi rapidissimi i cui tutto è accaduto. Solo attimi.
(ha collaborato
Mauro Serra)
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