Il dramma

Due comunità sconvolte e un triste incrocio di destini 

È il secondo omicidio registrato quest’anno nel Sulcis: le due vittime, nel 2013, erano state arrestate per furto 

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Inviata

Santadi. «La nostra comunità è sconvolta. Da più di trent’anni non accadeva un fatto di sangue tanto grave». Nelle parole di Massimo Impera, sindaco di Santadi, tutto il dolore dei santadesi che ieri mattina si sono svegliati con la notizia dell’omicidio avvenuto a Barrancu Mannu. Per tutta la mattina le auto dei carabinieri hanno circolato tra il paese e la frazione teatro dell’accaduto: sono state ore in cui si è vissuto in un clima surreale.

Lo sgomento

«Il nostro è un paese tranquillo – continua il sindaco – in queste settimane siamo al lavoro per preparare il Matrimonio Mauritano, un evento che porta alto il nome di Santadi su cui oggi, però, cala un velo di tristezza. Questo deve far riflettere e deve portare a chiedersi se certe situazioni si sarebbero potute prevenire». Il riferimento è alla situazione di tensione che si viveva da anni – e si vive anche oggi – nella frazione di Barrancu Mannu dove c’è addirittura chi ha visto arrivare i carabinieri senza nemmeno temere che fosse accaduto qualcosa di grave, tanto era abituale la presenza degli uomini in divisa intorno alla casa di Graziano Porcu. L’uomo è noto ai residenti e alle forze dell’ordine per diverse gravissime vicende del passato che lo hanno visto protagonista e che hanno sconvolto la comunità. E più di una persona avrebbe segnalato alle forze dell’ordine anche di recente dei movimenti “sospetti” intorno alla sua abitazione dove ieri sono stati anche trovati degli stupefacenti: l’uomo, infatti, è stato arrestato sia per l’accusa di essere il presunto autore dell’omicidio di Daniele Cacciarru, sia per detenzione di sostanze stupefacenti. «Si respirava tensione – conferma il sindaco – e ora questo finale violento, con la morte di un giovane, ha sconvolto tutti noi. Ci auguriamo davvero che gli inquirenti possano chiudere al più presto le indagini, la comunità di Santadi vuole vivere nella totale serenità».

Portoscuso

Stessa angoscia si vive a Portoscuso dove Daniele Cacciarru viveva negli alloggi popolari del Piano di zona, ma in pochi lo conoscevano: «La nostra comunità vive con sofferenza questa terribile situazione. – dice don Antonio Mura, parroco del paese – Nessuno chiaramente entra nel merito della vicenda sulla quale lavoreranno le forze dell’ordine, ma una giovane vita che si spezza in questo modo è un fatto terribile, una tragedia che non può che sconvolgere tutti. Per questo, anche come Chiesa, non possiamo che esprimere tutte la nostra vicinanza alla famiglia e all’intera comunità».

Carbonia

Quello avvenuto ieri a Barrancu Mannu è il secondo omicidio che quest’anno si registra nel Sulcis. Il primo era avvenuto a Carbonia, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio: vittima Giovanni Musu. E anche allora il delitto era stato ricondotto al mondo della droga. Vite complicate, storie difficili che, per uno strano gioco del destino, si erano già incrociate: nel 2013 Giovanni Musu e Daniele Cacciarru erano stati arrestati dopo essere stati sorpresi dai carabinieri a tranciare cavi di rame e a smontare una pompa sommersa nell'impianto di depurazione di Abbanoa a Tallaroga. All’epoca Giovanni Musu aveva 41 anni e Daniele Cacciarru aveva circa 20 anni e aveva agito con tutta l’ingenuità che si può avere a quell’età, quando si compiono azioni senza forse valutarne nemmeno la gravità: mentre tentava di scappare aveva cercato di fermare un’auto di passaggio facendo autostop, ma solo troppo tardi si era accorto che era la vettura dei carabinieri che si era messa proprio sulle tracce dei due ladri, un’ingenuità costata le manette.

(ha collaborato

maria grazia peis)

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