Il caso.

“Vota la ballerina”, la truffa colpisce in città 

Un messaggio e un link: così i criminali rubano gli account di WhatsApp 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il messaggio su WhatsApp sta invadendo i telefoni cellulari di migliaia di cagliaritani: «Ciao, per favore vota la ballerina Federica, figlia di una mia amica, in questo sondaggio. Così può vincere il primo premio, un corso di danza». Questa una delle versioni del testo, con varianti sul nome della ballerina. L’invito arriva da un contatto presente nella rubrica del proprio smartphone e dunque sembra apparentemente reale. Invece è un raggiro: cliccando sul link si finisce in una pagina che, per completare il voto (finto), chiede il proprio numero di cellulare e un codice che si riceve via sms. Chi prosegue con i passaggi non sa di aver appena consegnato a dei truffatori le chiavi per entrare e utilizzare il proprio account di WhatsApp anche nella versione per pc, per interagire con i contatti presenti soprattutto per chiedere denaro. La Polizia Postale di Cagliari sta ricevendo una ventina di segnalazioni al giorno: le vittime sono centinaia e gli appuntamenti per presentare denuncia stanno aumentando con il passare dei giorni.

La trappola

La truffa del voto alla bimba ballerina non è una novità. Ma in queste ultime due settimane sembra circolare con enorme insistenza nei telefoni cellulari dei cagliaritani. Due le categorie delle vittime. Quelle che scoprono l’accesso estraneo, e criminale, nel loro dispositivo WhatsApp dopo aver partecipato alla votazione della ballerina inesistente, e quelle che ricevendo richieste di denaro per un’urgenza da un contatto conosciuto, hanno effettuato il trasferimento di soldi. Perché, come evidenziato anche sul sito Web della Polizia, commissariatodips.it, «una volta impossessatisi di un account WhatsApp, i criminali contattano i familiari e gli amici della vittima chiedendo denaro, fingendo urgenze o situazioni di emergenza. E l’utente reale rischia di perde l’accesso al proprio profilo, senza poter così avvisare i contatti del rischio in corso». E anche in città c’è chi ha effettuato dei pagamenti – finiti nelle tasche dei truffatori – credendo alle richieste dei familiare, amico o conoscente ignaro del raggiro in corso.

I consigli

Dalla Polizia Postale ribadiscono di non aprire mai link ricevuti via WhatsApp, anche se provengono da contatti noti, «quando richiedono voti, verifiche o accessi a siti sconosciuti» e di «non inserire il proprio numero di telefono né codici ricevuti via sms su pagine che non appartengono a servizi riconosciuti». Inoltre, attivare l’autenticazione con un secondo codice (pin) personale e verificare la presenza di eventuali dispositivi sconosciuti connessi a WhatsApp Web (la versione per pc). E denunciare sempre truffe e raggiri.

RIPRODUZIONE RISERVATA  

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi