Il mare era il loro comune denominatore. Antonio Morlè ed Enrico Piras avevano confidenza con la distesa azzurra che bagna Arbatax. Antonio Lovicario è un apprezzato sommozzatore con una notevole capacità di resistenza in apnea. Tutti e tre con identità professionali diverse, ma con un’elevata dose di familiarità con l’ambiente acquatico. Morlè è cresciuto ad Arbatax in una famiglia di pescatori, originari di Ponza, comunità che di recente ha stretto un gemellaggio con Tortolì. Piras aveva scelto un’altra carriera, ma il mare, che frequentava con assiduità sin da ragazzino, lo aveva riconquistato dopo la pensione. Tutti e tre, ieri mattina, sono saliti sul peschereccio “Luigino” e, mollati gli ormeggi dalla banchina di ponente del porto di Arbatax, si sono diretti al largo di Santa Maria Navarrese. Morlè era il comandante, Lovicario suo marinaio da qualche tempo, mentre Piras era solito dare loro una mano d’aiuto spinto dalla passione per la pesca.
Il comandante
Antonio Morlè aveva 53 anni. Appassionato di calcio, era un super tifoso della Juventus tanto che teneva esposta una sciarpa nella cappelliera della propria auto. Il suo regno era il mare di Arbatax. Comandava “Luigino”, vecchio peschereccio di una decina di metri dalle murate basse. Insieme allo “Zeus”, affidato alle cure di Maurizio Morlè, era tra le barche della Cooperativa Mare d’Ogliastra. Quando nel borgo marinaro, popolato di ponzesi come i suoi avi, si sono svolte manifestazioni legate al mondo del mare, lui non si era mai sottratto all’apparato organizzativo, riuscendo a offrire capacità ed esperienza al servizio dei visitatori. Lascia una bimba, nata da una precedente relazione, e la compagna, la cui vita è già stata segnata per la tragica perdita, alcuni anni fa, di un figlioletto.
L’ex poliziotto
Sessantatré anni, Enrico Piras si era arruolato in giovane età nella polizia penitenziaria. Si era congedato agli inizi del Duemila, con ultima sede di lavoro il carcere di San Daniele a Lanusei. Dopodiché si era dedicato al mare. Faceva lo skipper e comandava imbarcazioni per le escursioni. Tempo fa, in virtù di legami d’amicizia familiari, aveva anche fatto parte della scorta di Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia, che era solito trascorrere le vacanze estive ad Arbatax. Moglie originaria di Arzana, Piras era padre di due figlie. La famiglia era il suo orgoglio più grande e sulla galleria dei profili social pubblicava diversi momenti di vita felice con loro.
Il sommozzatore
Le doti fisico-atletiche di Antonio Lovicario sono note a tutti, soprattutto in ambito portuale. Punto di riferimento nello scalo, al 42enne, sposato e padre di due figli, si sono spesso rivolti pescatori e imprenditore del settore nautico per interventi subacquei. Doti che ha ereditato dal padre Carlo, ex sommozzatore. Antonio Lovicario è l’unico superstite della tragedia di ieri. La resistenza è stata quasi certamente la dote fisica che gli ha consentito di rimanere in vita nel mare in burrasca, in attesa dei soccorsi. Al rientro in porto, a bordo del peschereccio “Zeus”, in tanti gli hanno manifestato vicinanza. Pochi istanti, prima del trasferimento negli uffici della tenenza della Guardia costiera dove è stato interrogato dalla sostituta procuratrice di Lanusei, Giovanna Morra, e dal comandante del Circomare, Mattia Caniglia.
Il cordoglio
Nei diversi plessi cittadini, i dirigenti scolastici hanno annullato le feste di Carnevale che si sarebbero dovute tenere oggi. Troppo grande il dolore che ha travolto la comunità. Sentimenti interpretati anche dall’amministrazione comunale: «Il sindaco Marcello Ladu e l’amministrazione si stringono con profondo dolore alle famiglie dei due pescatori tragicamente scomparsi in mare. In questo momento di grande sofferenza per l’intera comunità, esprimono il più sentito cordoglio e la propria vicinanza ai familiari e a tutti coloro che sono colpiti da questa terribile tragedia». Cordoglio è stato espresso anche dal segretario della Cisl Ogliastra, Michele Muggianu: «Erano pescatori molto conosciuti e stimati dalla comunità. Due lavoratori che hanno perso la vita in mare, nell’esercizio della loro professione, ricordandoci quanto il lavoro possa ancora essere duro e rischioso. Siamo vicini alle famiglie, ai colleghi e a tutta la marineria locale in questo momento di grande dolore».
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