Siniscola.

«Voleva uccidere, dategli 9 anni» 

Esasperato e senz’acqua sparò ad altezza d’uomo. Il pm chiede la condanna 

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Nove anni di reclusione per tentato omicidio, ricettazione e porto abusivo di arma. È la pena finale chiesta dal pubblico ministero Ireno Satta nei confronti di Giovanni Bomboi, allevatore e consigliere comunale di Siniscola, imputato nel procedimento con rito abbreviato in corso davanti al gup del Tribunale di Nuoro. Una vicenda che solo per un caso non si trasformò in un’assurda tragedia, nata dall’esasperazione di un territorio, la Baronia, due anni fa assetato dalla grande crisi idrica.

I fatti

Il 20 maggio 2024 Bomboi (difeso dall’avvocato Angelo Manconi) si presentò nel piazzale del Consorzio di Bonifica, in località Overi a Siniscola, armato di una pistola calibro 7.65 detenuta illegalmente, esplodendo almeno cinque colpi in direzione di Edoardo Cabras, dipendente dell’ente. Un gesto che, per il pm, non sarebbe stato improvviso ma maturato in un contesto di forte tensione. Nei mesi precedenti, l’azienda dell’imputato era stata colpita da una serie di episodi: un incendio alla macelleria, un fienile distrutto da un rogo e il furto di alcuni vitelli. A questi eventi si era aggiunta una sanzione del Consorzio per l’irrigazione effettuata nonostante i divieti legati alla crisi idrica.

La discussione tra Bomboi e Cabras nel cortile con l’allevatore che lamentava la situazione e il dipendente che lo invitava a rivolgersi ai superiori. Poi comparve la pistola e Bomboi iniziò a sparare ad altezza d’uomo, circa 1,20 metri. Alcuni proiettili colpirono il muro vicino alla porta d’ingresso degli uffici, lungo la via di fuga di Cabras. Un altro perforò un’auto parcheggiata nel piazzale, all’altezza del sedile lato guida. Elementi incompatibili con l’ipotesi di colpi esplosi solo per intimidire: la sequenza, la rapidità, la direzione e l’altezza dei proiettili indicherebbero, per il pm, il tentativo di colpire un bersaglio in movimento. Da qui la richiesta di una condanna severa.

La testimonianza

Cabras (parte civile con l’avvocato Basilio Brodu) raccontò quegli attimi di terrore con Bomboi che urlava, e qualcuno che avvisò «scappiamo, è armato», mentre un altro testimone rimase immobile nel piazzale, paralizzato dal terrore. Bomboi ha sempre sostenuto di aver sparato ma per intimidire e non voleva colpire nessuno. L’arma utilizzata sarebbe stata acquistata illegalmente a Olbia nel 2018 e detenuta per anni. A maggio spazio alla difesa.

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