Lo prevede l’accordo preliminare firmato dalla Regione che ha deciso anche di ritirare il ricorso presentato nel 2023

Aeroporti, un destino da merce di scambio 

Dopo la privatizzazione gli scali dell’Isola possono essere rivenduti nel giro di due anni 

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F2i Ligantia, il fondo di investimento che tanto spinge per controllare gli aeroporti della Sardegna, può disfarsene nel giro di due anni. Precisamente dal 1° gennaio 2029. È questa una delle clausole previste nel Term Sheet, l’accordo preliminare che Alessandra Todde ha sottoscritto con la stessa F2i Ligantia e con la Camera di commercio di Cagliari e Oristano, l’attuale azionista nello scalo del capoluogo, l’unico che manca al fondo di investimento privato per fare l’en plein nell’Isola. L’intesa è stata adottata lunedì sera dalla Giunta, di fatto una benedizione sull’operazione, di cui cominciano a emergere i dettagli. E l’altro sostanziale riguarda la fine del contenzioso davanti al Tribunale di Cagliari, Sezione imprese: la Regione ritirerà il ricorso con cui la Giunta Solinas nel 2023 aveva congelato le mire di Ligantia F2i.

La grande incognita

Dunque, rischia di diventare un salto nel vuoto, ancora prima della firma definitiva, il via libera della Regione alla privatizzazione dello scalo di Cagliari. Ovvero, quell’acquisizione che serve a F2i Ligantia, già azionista di riferimento a Olbia e Alghero, per prendere il controllo totale del sistema aeroportuale sardo. Il fondo di investimento, una volta portato a casa il risultato su Cagliari, avrà le mani legate sino al 31 dicembre 2028. Dopo di che, nulla. Tutti liberi. Un rapido conto: se l’operazione, come previsto nel Term sheet, si concluderà entro il prossimo 30 settembre, ventisette mesi più tardi F2i Ligantia potrà rivendere il proprio pacchetto azionario. Che sarà la maggioranza delle quote nella futura holding unica di gestione. Chiunque potrà farsi avanti per controllare gli scali isolani. È il punto 19 dell’accordo preliminare.

Gli equilibri

F2i Ligantia diventerà il socio di riferimento degli scali sardi con il 50,25%, stando al Term sheet. La partecipazione sarà detenuta dalla NewCo Privati, una nuova società che F2i Ligantia andrà a costituire per l’occasione con gli altri azionisti del fondo, precisamente gli americani di BlackRock e la Fondazione Sardegna. Della gestione unica farà parte anche la Camera di commercio: suo il 40,5% che tecnicamente verrà pagato attraverso un conferimento in natura. Tradotto: l’ente che rappresenta il sistema produttivo di Cagliari e Oristano diventerà socio della holding in cambio della cessione del proprio pacchetto azionario detenuto oggi nell’aeroporto di Cagliari. Per essere ancora più precisi: il 94,45% che la Camera di commercio controlla oggi in Sogaer, gestore dello scalo del capoluogo, è stato fatto corrispondere al 40,5% della gestione unica. Questo al netto del parere contrario della Corte dei conti che considera una violazione dello Statuto interno il fatto che l’Ente camerale di Cagliari e Oristano vada a gestire gli scali di Olbia e Alghero. La competenza territoriale non verrebbe rispettata.

Il ruolo della Regione

Nell’operazione degli aeroporti sardi solo la Regione metterà soldi. Cifra più, cifra meno, la spesa stimata è di trenta milioni di euro per arrivare, nella holding, a una partecipazione complessiva del 9,25%. Anche in questo caso sono intervenuti i consulenti, pagati «170mila euro» per studiare il caso e lo scenario, è scritto nella delibera passata lunedì sera in Giunta all’unanimità. La maggioranza stanzierà i soldi presumibilmente nella prossima variazione di bilancio. Quel 9,25% non è tutto ex novo: la Regione, con i conti aggiornati al centesimo, detiene già quote nelle società di gestione degli scali sardi: lo 0,72% in Sogaer, a cui si aggiunge il 3,43% della Sfirs; in Sogeaal (Alghero) si arriva al 28,75%, tra il 23,06% diretto e il 5,69% in mano alla Sfirs. In Geasar la Regione ha l’1,59%.

Assetti futuri

Con la totale privatizzazione degli scali sardi cambia il governo complessivo del sistema aeroportuale. Sogaer, Sogeaal e Geasar non spariscono: le tre società di gestione continueranno ad avere un Cda e un Collegio sindacale, in cui, a seconda delle quote, saranno rappresentati tutti gli azionisti. Cioè NewCo Privati, Regione e Camera di commercio. Ma sopra tutti ci saranno gli organi della holding, con ancora un Consiglio di amministrazione e i revisori. La capofila svolgerà «un ruolo di direzione e coordinamento nei confronti delle altre società del gruppo» che avranno l’obbligo di «assicurare una gestione conforme agli indirizzi definiti dalla holding».

Stop al ricorso

Il Term sheet scrive anche la parola fine al contenzioso voluto nel 2023 dall’allora assessore ai Trasporti, Antonio Moro. Sembrava che la controversia giudiziaria davanti al Tribunale di Cagliari dovesse rimanere in piedi. La Regione, almeno, nel comunicato di lunedì, dopo l’accordo preliminare adottato in Giunta, non si è soffermata sul dettaglio. Invece al punto 26, sui “Contenziosi pendenti”, è scritto che «le parti transigeranno le controversie oggetto dei giudizi» aperti. Cioè l’impugnazione della nascita della Nsa, la Nord Sardegna aeroporti, società con cui F2i Ligantia, da gestore di Olbia e Alghero, diventa per la Camera di commercio l’operatore giuridicamente insostituibile, quello a cui cedere lo scalo Cagliari, evitando così la gara pubblica. La Corte dei conti l’ha già detto: l’infungibilità di F2i Ligantia è «una valutazione unilaterale» dell’Ente camerale. Invece «deve essere dimostrata e motivata. Elemento, questo, che continua a mancare».

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