Lo scenario.

Israele martella Beirut, ma si tratta. Idf: «Massima allerta» 

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L’esercito israeliano amplia la manovra in Libano, con cinque divisioni operative nel sud del Paese dei Cedri in una fascia fino a 10 chilometri dal confine e con i bombardamenti dell’aviazione su Dahieh, la roccaforte di Hezbollah a Beirut. Il Partito di Dio continua a lanciare missili e droni su Israele, prevalentemente intercettati, ma lunedì una casa a Naharyia, a ridosso del confine, è stata colpita, i sei inquilini si sono salvati grazie al rifugio. L’Idf ha diramato la massima allerta per un’identificata «intensificazione di preparativi di Hezbollah per lanci massicci», presumibilmente come è avvenuto mercoledì scorso, quando 200 razzi e droni sono stati sparati in contemporanea. «Stiamo operando per contrastare, ma se Hezbollah commetterà un errore, la risposta non sarà proporzionata », ha avvertito una fonte militare tramite i media.

È in questo scenario, che vede sempre più configurarsi l’opzione di un prolungamento della guerra sul fronte libanese indipendentemente dagli sviluppi in Iran, che riappare la figura di Ron Dermer, il consigliere più fidato di Benjamin Netanyahu sui temi di politica estera da vent’anni, come inviato per il dossier libanese. Dermer, che a novembre ha lasciato l’incarico di ministro per gli Affari Strategici per ragioni familiari, ha detto lunedì che «si può parlare di un potenziale accordo di pace, ma perché possa accadere, Hezbollah deve essere disarmato. La disputa tra noi e il Libano è molto limitata. Ci sono 13 punti di controversia sulla linea di confine, sette dei quali sono già stati risolti». Le affermazioni, riportate da Ynet, sono state rilasciate in un incontro a porte chiuse a New York con esponenti della comunità ebraica locale, in cui ha anche rassicurato che «Israele non ha alcuna rivendicazione territoriale in Libano, vuole solo impedire a Hezbollah di attaccarci». Dermer avrebbe visitato l’Arabia Saudita la settimana scorsa, in piena guerra, per discutere la proposta di negoziati diretti da tenersi a Cipro avanzata dal presidente libanese Joseph Aoun. Una circostanza smentita da Riad, che i più danno invece per accreditata, dato il rispetto di cui gode Dermer sia a Washington sia nei Paesi del Golfo.

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