Viabilità.

Via Vesalio, chiusura misteriosa: è un caso 

L’altra sera strada sbarrata per quaranta minuti. Motivo: «Misurazioni importanti» 

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Una strada chiusa all’improvviso, quaranta minuti di silenzio e una frase che alimenta più dubbi che certezze: «Si stanno facendo misurazioni importanti». Ma importanti per chi? E soprattutto, per quale motivo? Lunedì sera, all’ora di cena, via Vesalio è stata chiusa dalla polizia locale in entrambe le direzioni, dal Cep e da Terramaini. Nessun preavviso. Per una quarantina di minuti le auto sono rimaste fuori. Che cosa doveva essere verificato con tanta urgenza da richiedere la chiusura completa della strada? Ma soprattutto, quelle misurazioni riguardavano la sicurezza della carreggiata, come ipotizza qualcuno, ridotta negli ultimi mesi per fare spazio alla nuova pista ciclabile?

Il giallo

«Si è trattato di rilievi delle forze dell’ordine», forse per un vecchio incidente mortale, «nulla di più», spiega Luciano Congiu, presidente della commissione Viabilità, provando a chiudere la polemica. Per le forze di opposizione i dubbi sulla chiusura improvvisa, legati alla riduzione della carreggiata, però, restano. «Viene da pensare che ci si sia accorti di averla fatta troppo stretta», attacca Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI. «Di sicuro, si è ignorata una regola di buonsenso: garantire la sicurezza, a partire dal transito dei mezzi di soccorso anche in condizioni di traffico intenso». «I cittadini lamentano un peggioramento della circolazione e segnalano un aumento degli incidenti. Sono criticità che meritano verifiche puntuali e non possono essere ignorate. La situazione rischia di aggravarsi quando verrà realizzato il nuovo insediamento residenziale che genererà ulteriori flussi di traffico», sottolinea Giuseppe Farris, CiviCa 2024. Critica anche Alessandra Zedda, della Lega, che punta il dito soprattutto sulla visibilità degli automobilisti. «Non sono contraria alle piste ciclabili, ma non devono essere realizzate dove creano pericoli. L'impianto di via Vesalio genera confusione e problemi di sicurezza».

I lavori

Via Vesalio, così come oggi appare, non nasce oggi. «Da cinque anni lì è presente la pista ciclabile, la novità è il cordolo», sottolinea Luciano Congiu. «Questo per dire che la carreggiata era già ristretta; ora il cordolo, realizzato secondo i criteri del ministero dei Trasporti, sembra una minaccia per gli automobilisti ma è invece un “presidio” di sicurezza che si comprenderà meglio quando sarà terminata la segnaletica di accompagnamento», aggiunge.

I dubbi

Una spiegazione che non convince le opposizioni. «Il nuovo assetto di via Vesalio è il risultato di due interventi distinti concepiti in momenti diversi ma destinati a incidere sulla stessa arteria», premette Farris. «Da una parte infatti abbiamo il Pums che prevede la realizzazione di due piste ciclabili monodirezionali con il conseguente restringimento delle corsie automobilistiche in entrambe le direzioni. Dall'altra la nuova rotatoria che nasce invece da una previsione urbanistica risalente addirittura a un parere preventivo del 2015 nell'ambito di una lottizzazione che comporterà la realizzazione di oltre 150 alloggi. Il problema è che questi due interventi sommati modificano profondamente la funzionalità di via Vesalio. La domanda da rivolgere all'amministrazione è molto semplice: prima di restringere le carreggiate e realizzare la nuova rotatoria, qualcuno ha verificato quale sarebbe stata la capacità residua della strada, considerando anche il traffico aggiuntivo prodotto dalle nuove residenze? Occorre dimostrare che PUMS e progetto urbanistico siano scelte compatibili tra loro. e soprattutto con le effettive esigenze della circolazione. La sostenibilità non può essere misurata in metri di piste ciclabili realizzate deve essere valutata in termini di sicurezza, tempi di percorrenza e fluidità del traffico. Perché il fatto che un'opera sia prevista da un piano non dimostra che funzioni e quando la realtà che vediamo sotto i nostri occhi gli occhi mette in discussione queste previsioni è il piano che deve essere corretto e non sono i cittadini che devono ancora una volta rassegnarsi alle scelte sbagliate».

Resta, intanto, il mistero di lunedì sera. ( ma. mad. )

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