Ancora polemiche sulla gestione della sanità sarda ma anche un giudizio positivo dei sindacati confederali dopo l’incontro con l’assessora ad interim Alessandra Todde per fare il punto sulle difficili condizioni del sistema.
Ad alimentare le polemiche sono le opposizioni. Nel mirino, ancora le spese di trasferta del direttore generale dell’assessorato Thomas Schael. Il vicecapogruppo di FdI Fausto Piga ha annunciato un’interrogazione per fare luce su un viaggio di cinque giorni effettuato dal manager nello scorso giugno. «Le indiscrezioni su una sua missione in Germania hanno trovato conferma - dichiara - la causale recita telegraficamente “Hauptstadtkongress 2026 per reclutamento personale dell’est”. Si tratta dunque della partecipazione al principale Congresso della sanità che si svolge annualmente in Germania». Se la trasferta «fosse servita concretamente a mitigare la drammatica carenza di organico della sanità sarda, ben venga». Ma Piga chiede massima trasparenza: «Se il dg è rimasto cinque giorni in Germania per arruolare medici, vogliamo sapere quali risultati tangibili abbia conseguito questa missione, costata alle casse pubbliche circa 1.800 euro di rimborsi tra viaggio, vitto e alloggio. Schael conosce bene l'evento, avendovi già preso parte in passato come relatore, ma oggi che è la Sardegna a pagare la trasferta vogliamo capire se l'Isola ne abbia tratto un reale beneficio».
«Basta interim»
Da Roma, il deputato di FI Pietro Pittalis fa presente che «serve subito un assessore vero. Con la salute non si scherza». In una nota firmata con il consigliere nazionale Marco Tedde ricorda che «il settore più delicato dell'azione di governo regionale è oggi retto ad interim dalla presidente Todde, ma la sanità non si governa a tempo perso». A questo si aggiunge «la scelta di affidare la direzione generale dell'assessorato a Thomas Schael, un manager che, alla luce del suo percorso professionale, solleva interrogativi pesanti sulla sua adeguatezza a un ruolo così cruciale». Pittalis ricorda le «ricostruzioni pubblicate in questi giorni che raccontano di una carriera in cui gli incarichi di vertice si sono interrotti anzitempo a Crotone, Bolzano, Catanzaro e Torino», e «pesano poi le vicende che, secondo quanto riportato, hanno accompagnato la sua gestione abruzzese e che hanno attirato l'attenzione degli organi inquirenti». Insomma, «è difficile non rilevare come un profilo così discusso non sia il più adatto a ricoprire un ruolo che richiede serenità, credibilità e piena autorevolezza».
Il tavolo
Tornando all’incontro con le sigle, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto «un impegno concreto, la disponibilità a un confronto puntuale sulle principali criticità e una decisa accelerazione nell’attuazione del protocollo firmato il 4 agosto 2025». In ogni caso, «un incontro positivo, che ha consentito di fare il punto sulle difficili condizioni del sistema sanitario regionale e di fissare alcune priorità, sulle quali la presidente ha confermato la disponibilità ad attivare specifici tavoli tematici, con l’obiettivo di affrontare una per una le principali questioni aperte». E ora «è importante dare seguito agli impegni assunti, avviare i tavoli tematici insieme alle categorie e verificare nel tempo i risultati». (ro. mu.)
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