L’emergenza

Stretta sulla sicurezza, il Colle vigila 

Nuove regole dopo i disordini a Milano, no alle funzioni di polizia giudiziaria ai militari 

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Roma. Il Governo vara una nuova stretta sulla sicurezza dopo le devastazioni di Milano, ma nel confronto con il Quirinale resta fuori dal decreto una delle misure più contestate: attribuire funzioni di polizia giudiziaria ai militari di “Strade sicure”. Sergio Mattarella avrebbe considerato inaccettabile l’ipotesi di affidare ai soldati poteri che consentano arresti. Il provvedimento, arrivato al Consiglio dei ministri dopo ore di riunioni e interlocuzioni tecniche, dovrebbe invece ottenere la firma del capo dello Stato.

Le linee rosse di Meloni

Giorgia Meloni aveva chiesto fin da domenica una risposta «ferma» alle scene del fine settimana, definite «inaccettabili», per impedire che simili episodi diventino normali. Il decreto introduce il reato di «partecipazione violenta» alle manifestazioni, conferma la formula «chi rompe paga» ed estende ai minorenni il fermo preventivo anche in caso di azioni in luoghi affollati. Per la premier nessuna idea politica o condizione di disagio sociale può giustificare le devastazioni. Meloni chiede alle forze politiche di schierarsi «dalla parte della legalità», ma invita a distinguere tra chi commette violenze e chi protesta pacificamente, citando le difficoltà di lavoratori dell’Ilva e dell’autotrasporto. Se a rompere è un minorenne, ha aggiunto, a pagare i danni saranno i genitori.

Mantovano da Mattarella

Il confronto con il Colle si è intensificato nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri, slittato di quasi un’ora. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha incontrato Mattarella in un’udienza già programmata, occasione nella quale sarebbe stato affrontato anche il decreto. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha descritto l’interlocuzione come «molto fluida, serena e produttiva», ma la richiesta sostenuta dal ministro della Difesa Guido Crosetto non è passata. A Milano arriveranno comunque altri 500 militari, senza modifiche ai loro compiti e poteri.

L’ombra della guerra ibrida

La vicenda ha evidenziato divergenze nella maggioranza sulle cause dei disordini. Crosetto ha parlato di «guerra ibrida», mentre il leader della Lega Matteo Salvini ha escluso una regia organizzata, soprattutto straniera. Piantedosi ha invitato a non sottovalutare l’ipotesi che dietro l’apparente spontaneità dei gruppi di giovani ci sia un’attivazione non casuale: i primi accertamenti, ha riferito, escluderebbero collegamenti strutturati con ambienti antagonisti, ma il ministero conta di chiarire presto cosa sia accaduto. Il rischio, ha aggiunto, è che episodi simili si ripetano altrove.

La cautela del presidente

Mattarella aveva condannato la violenza, definendola «inaccettabile», ma aveva anche chiesto un’analisi approfondita e una vigilanza capace di contrastare forme di aggressività che coinvolgono soggetti inediti e giovanissimi. Il Quirinale guarda con cautela alla successione di provvedimenti urgenti e all’introduzione di nuovi reati, che alimentano l’impressione di un’emergenza permanente. La risposta repressiva dovrà accompagnarsi alla comprensione delle radici di un fenomeno che potrebbe avere dimensioni più ampie dei singoli episodi.

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