Il problema non è ciò che riaffiora sotto via Roma. Il problema, accusano le opposizioni a Palazzo Bacaredda, è continuare a comportarsi come se nessuno sapesse che sotto una delle strade più delicate di Cagliari possano esserci reperti archeologici. Il risultato è un nuovo cantiere (non del Comune) fermo da settimane (e nessuno è in grado di dire quando ripartirà), una corsia sottratta al traffico da due mesi e mezzo e migliaia di automobilisti intrappolati ogni giorno. Una sorpresa che sorpresa non è. Sotto l’asfalto, infatti, sono riaffiorate le palizzate già emerse durante altri lavori nella stessa zona. Era successo prima con la promenade, poi con gli scavi per la metropolitana e ora la scena si ripete con il cantiere per la rete del gas. La Soprintendenza aspetta la relazione sui ritrovamenti prima di autorizzare la prosecuzione degli scavi. Nel frattempo, sopra quei reperti, la città fa i conti con l’ennesimo collo di bottiglia: code, clacson, automobilisti esasperati. Ed è proprio la prevedibilità dell’ennesimo stop ad accendere lo scontro politico: l’opposizione accusa il Comune di continuare a gestire via Roma rincorrendo le emergenze anziché anticiparle.
L’accusa
«In via Roma ormai siamo al cantiere a effetto domino», attacca Pierluigi Mannino, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Prima i ritrovamenti archeologici hanno imposto lo stop e le modifiche ai lavori della metropolitana. Adesso, a quanto pare, gli stessi reperti rischiano di bloccare anche il cantiere del gestore della rete del gas. Sotto via Roma», sottolinea, «non stanno semplicemente trovando dei reperti: stanno scoprendo, un cantiere alla volta, che forse prima di scavare sarebbe stato utile sapere cosa c’era sotto». E ricorda che già le carte del 2014 segnalavano strutture archeologiche nell’area. «Tra una relazione e una picconata c’è una differenza: la prima si legge, la seconda fa emergere la realtà». Fino alla battuta finale: «Via Roma rischia di diventare il primo cantiere della storia in cui ogni scavo ne apre un altro».
Giuseppe Farris, CiviCa 2024, allarga il fronte e chiama in causa la gestione dei cantieri da parte della Giunta Zedda. «Le promesse elettorali sono finite in cantiere», attacca. Poi mette in fila gli impegni che, sostiene, erano stati assunti: più operai e doppi turni, una cabina di regia unica, coordinamento preventivo con i gestori dei sottoservizi, cronoprogrammi chiari, riduzione delle aree transennate, accelerazione dei lavori e sostegni alle attività commerciali penalizzate. «Siamo arrivati quasi a metà consiliatura e possiamo verificare che nessuna di queste promesse è stata realizzata», sostiene Farris, che aggiunge una stoccata politica: «dopo aver definito quella di Paolo Truzzu la peggiore Giunta degli ultimi anni, oggi Zedda la sta riabilitando».
Il Comune
Palazzo Bacaredda, ufficialmente, non replica. Nessuna dichiarazione sulla nuova interruzione. Ma dietro il silenzio filtra l’irritazione per uno stop che complica ulteriormente una situazione già difficile. Fonti vicine al Comune raccontano, infatti, di un forte disappunto per l’ennesimo intoppo. Sul traffico il Comune prova a correre ai ripari. Questa settimana ha sperimentato la presenza di due agenti della polizia locale tra le 7.45 e le 9, proprio nel momento di maggiore pressione. Per questo motivo si ragiona già su un secondo intervento: portare gli agenti in via Roma anche all’ora di pranzo. È una risposta immediata all’emergenza. Per quella definitiva bisognerà aspettare. Per la ripresa degli scavi, una data non c’è. E in via Roma resta il paradosso più difficile da spiegare agli automobilisti: i lavori sono fermi, il cantiere no.
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