Venti di guerra

Crosetto: «Pronti a difenderci» 

Il ministro: ottimista, ma dobbiamo prepararci a ogni evenienza 

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Guardinghi e ottimisti. La visione è stata bifocale, nelle parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, ieri a Sassari, mentre riferiva su potenziali intimidazioni, a firma russa, sul suolo italiano. Alla presunta escalation del Cremlino, riportata dal giornale spagnolo El Mundo nei giorni scorsi, con il corollario di droni lanciati da nord a sud, attraverso flotte fantasma o container, l’esponente dell’esecutivo Meloni ha risposto rassicurando, pur ammettendo l’evidenza di una guerra ibrida. E che l’allarme è reale. «Lo scopo dello Stato Maggiore della Difesa, dell’esercito, del ministro, è di prepararsi a ogni evenienza possibile», afferma in Città Metropolitana, a margine della cerimonia in piazza d’Italia e del saluto alla Brigata Sassari (alla cui bandiera conferisce la medaglia d’argento al valore militare), appena tornata dalla missione Unifil in Libano. Sul Paese aleggia una sfida, rimarca, «che cambia tutti i giorni perché aumenta la tecnologia e crescono le minacce. E ogni volta che succede qualcosa in un’altra parte del mondo, ci chiediamo come agire se accadesse in Italia».

L’allarme

Crosetto lancia così l’alert e, allo stesso tempo, ne sfuma i toni: «Ci prepariamo sapendo che, probabilmente, mai dovremo farlo». Il ministro chiede invece una reazione immediata sugli scenari web e quelli limitrofi. «Riceviamo attacchi cyber tutti i giorni. Mentre siamo qui continua la disinformazione e non solo da parte russa». È in corso, sottolinea, «una guerra cognitiva e la possibilità di manipolare l’opinione pubblica. Un modo con cui si indebolisce l’avversario senza fare una guerra vera e propria. La stiamo subendo da anni». Tutti lo sanno, lui stesso ha informato più volte i colleghi in Europa e la politica nostrana. Le contromisure però non si sono ancora prese. «Occorre probabilmente pensare di reagire, non soltanto subire», conferma.

Lo striscione e i sassarini

Serve una difesa, soprattutto, come ha richiamato poco prima nel suo discorso in piazza, davanti al contingente dei “sassarini” schierati sullo sfondo dello striscione che, dal Palazzo della Provincia, recita: “Pace. Cessate il fuoco”. «Questo avviene dal 25 aprile 1945 - ricorda - e da allora si è rispettato l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra». A quello ne sovrappone un altro, il 52, dove si prescrive il dovere sacro di difendere la Patria. «Loro - e indica i Dimonios - lo stanno onorando. L’articolo nasce per proteggere la nostra comunità e le nostre istituzioni da quelli che, invece, il fuoco non l’hanno mai cessato».

Elenca le presenze dei soldati italiani, dal Kosovo alla Lituania alla Lettonia, e loda in particolare quella della Brigata. «In questi quattro anni ho cercato di seguire ogni militare italiano che fosse all’estero per qualunque problematica ci potesse essere. E voi, come Sassari, siete stati quelli che, in questi anni, avete vissuto le situazioni più dure, come a Shama». Raggiunta nel 2026 da razzi, attacca Crosetto, «durante un assurdo attacco di Israele». «Avete vissuto una situazione drammatica e l’avete fatto con una dignità che pochi conoscono ma io sì», scandisce.

Per il ministro i militari italiani hanno dato credibilità al nostro Paese grazie a un presidio diffuso e, su questo punto, per un attimo, perde la pazienza. «Sono stufo di sentire che non ci impegniamo abbastanza in Europa. Il 33,4% del contributo militare a tutte le missioni europee viene da una sola nazione: l’Italia». E da quei soldati tra Sassari e il resto del mondo, a cui il ministro rende omaggio: «Il vostro è un lavoro oscuro, spesso non riconosciuto. Ma è il pilastro che tiene in piedi una democrazia», la sua conclusione.

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