La svolta.

Raid punitivo, denunciati sei ragazzi 

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Una spedizione punitiva a colpi di bastoni, spranghe e sassi, per vendicare un presunto sfottò subito poco prima all’interno di un bar. È questa la ricostruzione dei carabinieri che stanno indagando sull’aggressione avvenuta giovedì sera a Monastir, a circa un chilometro dal centro di prima accoglienza per migranti. Al termine di un’inchiesta lampo, sei giovani tra i 18 e i 20 anni, cinque di Monastir e uno di Ussana, sono stati denunciati a piede libero.
Le vittime del raid sono quattro cittadini algerini tra i 24 e i 34 anni, tutti ospiti della struttura che sta creando sempre più allarme nei paesi vicini. Stando al loro racconto, stavano rientrando a piedi dal paese quando sono stati raggiunti da un gruppo arrivato a bordo di due auto. Poi il pestaggio e la fuga degli aggressori verso il centro abitato di Monastir. Dopo la chiamata al 112 sono intervenuti i militari delle stazioni di Monastir, Dolianova e Donori, insieme alle ambulanze del 118. I feriti, medicati sul posto, hanno rifiutato il trasporto in ospedale: quello più malconcio, un 27enne, ha riportato escoriazioni alla testa, gli altri solo lievi contusioni.

Decisive le immagini della videosorveglianza comunale e le perquisizioni, che hanno portato all’identificazione dei presunti autori del blitz punitivo, tutti disoccupati e, tranne uno di loro, senza precedenti. Nel bagagliaio di una delle auto i carabinieri hanno trovato e sequestrato un bastone di legno di 35 centimetri e due spranghe lunghe 60 e 90 centimetri, oggetti che sarebbero stati usati durante l’aggressione.

All’origine di tutto, secondo una prima ricostruzione, ci sarebbero alcune frasi offensive o di scherno che uno dei migranti avrebbe rivolto a uno dei ragazzi in un bar del paese. Le indagini, coordinate dal capitano Antonio Pagnozzi, nuovo comandante della Compagnia di Dolianova, sono state condotte con i militari delle stazioni di Monastir e Donori. Un dettagliato rapporto è stato inviato alla Procura di Cagliari.

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