Il caso.

Via Roma, il pasticcio dei lavori 

Rete del gas “dimenticata”, nuovo intervento. Zedda: «Eredità del passato» 

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Prima rifare. Poi scavare. E, se necessario, rifare di nuovo. È il paradosso di via Roma: da una parte la nuova promenade, inaugurata un anno e mezzo fa come simbolo del nuovo fronte del porto. Dall’altra le ruspe che tornano a occupare la strada e una porzione di quel giardino, all’altezza del Consiglio regionale, perché ci si è accorti che sotto quell’area manca ancora un’opera fondamentale: la rete del gas. A far esplodere il caso è Massimo Zedda che in chiusura di seduta di Consiglio spiega che soltanto dopo la realizzazione della promenade si è capito che era necessario intervenire anche sulla rete del gas. «Perché, solitamente, quando uno fa lavori a casa mette prima le mattonelle e poi le rompe per mettere i tubi, vero?», tuona il sindaco in Consiglio, spiegando con una metafora il pasticcio sulla gestione dei lavori in via Roma. Per questo motivo il nuovo cantiere sta occupando il lato porto con inevitabili ripercussioni sulla circolazione.

L’accusa

L'accusa apre inevitabilmente interrogativi. Se la rete del gas doveva essere rifatta proprio in quell’area, perché il problema non è stato affrontato prima dell’avvio dei lavori di riqualificazione? E soprattutto, sarà necessario rimettere mano anche a una parte dei nuovi spazi appena completati? «Oggi stiamo aprendo nuovamente via Roma perché avendo fatto la riqualificazione del giardino centrale, il cantiere della metropolitana, conosciuto all’epoca in cui i lavori erano stati progettati, entra in un pezzo delle quattro corsie», lato porto, «e occupa un pezzo di giardino appena realizzato», dice Zedda. Non solo. «Non c'è una intersezione pedonale che combacia con i vecchi e storici ingressi del porto. Il concetto è che prima è stato curato l’abbellimento ma ci si è dimenticati che li andava realizzata una infrastruttura. Questo è l'emblema del pressapochismo messo a governar cose serie», tuona. «L’impressione è che si sia voluto chiudere il cantiere sull'area verde di via Roma con troppa fretta», sottolinea Francesca Mulas, presidente della commissione Verde pubblico. «Il sindaco Truzzu lo aveva come obiettivo sin dall'inizio della consiliatura, ma sapeva bene che su via Roma sarebbe intervenuta la costruzione della metro. Forse sarebbe servita un po’ di cautela in più nella realizzazione di quest'opera, che già due anni dopo la sua inaugurazione mostra criticità», aggiunge.

La difesa

Parole che hanno immediatamente provocato la reazione in Consiglio. «Tra Comune e Arst», che gestisce i lavori della metro, «non ci dovrebbero essere fraintendimenti, perché si tratta di due enti pubblici che, essendo co-progettisti, devono remare nella stessa direzione», spiega Alessio Mereu, ex assessore alla Viabilità. «Quello che è accaduto in via Roma è qualcosa che solo i tecnici possono risolvere, la politica non può vigilare su ogni scavo, dal momento che non ne hanno la competenza». «Il cantiere Arst da anni offre più recinzioni che operai, più cartelli che lavorazioni», sottolinea Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI. «Che il progetto sulla via Roma fosse sbagliato anche nella sua progettazione e realizzazione era evidente da tempo», spiega Giuseppe Farris, CiviCa 2024. E aggiunge: «Tuttavia le responsabilità vanno condivise con la Giunta Zedda, che si è insediata a luglio del 2024: i lavori di via Roma si sono conclusi definitivamente il primo agosto dello scorso anno, 13 mesi durante i quali la Giunta avrebbe potuto fare le varianti d’opera necessarie».

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