Stati Uniti.

L’egiziano Dem vince le primarie, ira di Trump 

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Washington. Abdul El-Sayed conquista in Michigan la candidatura dem per il seggio al Senato Usa con il suo profilo di progressista di sinistra. Ha battuto la moderata Haley Stevens, sostenuta dall’establishment, in una competizione serrata trasformatasi in un referendum sul volto in evoluzione del partito democratico. L’epidemiologo 41enne, musulmano di origine egiziana, ha prevalso con un margine di un punto percentuale, meno di 15.000 voti, scatenando subito la reazione di Donald Trump, tra accuse di «elezioni truccate» e festeggiamenti di «un’ottima notizia».

Per il tycoon la sorpresa del Michigan è un assist prezioso in vista delle delicate elezioni di midterm, a novembre. Ha definito El-Sayed un «perdente comunista che odia gli ebrei e Israele», malgrado il candidato dem abbia spesso condannato l’antisemitismo. «Ora, le folli politiche dei “Dumocrats” (i democratici stupidi, ndr) non faranno che peggiorare!», ha scritto Trump su Truth, poche ore dopo aver lanciato la proposta provocatoria che socialisti e comunisti fondino il Partito Comunista d’America: «Andrebbero bene, prenderebbero il 10 per cento circa», ha osservato The Donald. Le primarie democratiche del Michigan sono diventate dunque una battaglia per procura tra establishment e ala progressista del partito, anche in vista delle presidenziali.

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