Roma. La Camera nega alla Procura di Roma l’autorizzazione ad acquisire le chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Il voto segreto, chiesto a sorpresa dall’opposizione, si chiude con 206 voti favorevoli alla maggioranza e 133 contrari. La decisione scatena la protesta delle opposizioni e una dura bagarre in Aula, con la sospensione della seduta.
Lo scontro raggiunge il punto più alto durante l’intervento del capogruppo di FdI Galeazzo Bignami, che richiama la mancata elezione di Paolo Borsellino al Quirinale nel 1992 e accusa l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di avere «liberato 300 mafiosi al 41 bis» nel 1993. Parole definite «indegne» da Pd, M5s e Avs.
Al centro del caso c’è la richiesta della Procura di Roma di accedere alle conversazioni di Delmastro. La maggioranza difende il no all’acquisizione, sostenendo che non si tratti di uno «scudo» contro la magistratura ma dell’applicazione dell’articolo 68 della Costituzione sulle immunità parlamentari. Opposizioni all’attacco: per Giuseppe Conte il governo ha «macchiato con disonore le istituzioni», proteste plateali del M5s e Avs, Elly Schlein chiama in causa Giorgia Meloni. Nella maggioranza i non partecipanti al voto sono stati 30, di cui 20 non giustificati, soprattutto nella Lega.
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