Un mese drammatico, che segue a un inizio estate difficilissimo sul fronte delle guardie mediche e turistiche della Sardegna.
Alcune non hanno proprio aperto, altre operano a singhiozzo, i turni cambiano o vengono cancellati, le Asl pubblicano (non sempre) il quadro della situazione a breve o media scadenza, e a volte chiedono scusa ai cittadini per il “disservizio”, ma per Ferragosto – attenzione – è praticamente quasi tutto chiuso, a scorrere il bollettino dei turni comunicati al 116117 c’è da tremare: moltissimi punti di continuità assistenziale risultano “non presidiati” il 15 agosto, diversi non lavoreranno neanche il 14 e il 16, ma proprio nel giorno più caldo dell’anno, le cure di base (fuori ovviamente dai Pronto soccorso in perenne emergenza) non potranno essere garantite in tanti centri dell’Isola.
L’elenco
Impossibile qui dare la lista completa, soltanto a Ferragosto le scoperture delle Guardie mediche riguardano ad esempio Buggerru, Carloforte (di notte), Giba, Iglesias (notte), Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Baunei, Jerzu, Aritzo, Desulo, Oliena, Calangianus, Santa Teresa di Gallura, Tempio.
La Asl 5 di Oristano ieri ha diffuso il lungo calendario delle chiusure di tutto il mese, e la direzione generale ha precisato che «preso atto della situazione, ha già richiesto alla direzione del dipartimento di cure territoriali azioni straordinarie per ricercare disponibilità ulteriori».
Per quanto riguarda le Guardie turistiche, il quadro è pure peggiore, perché quelle che con tanta fatica si è riusciti ad attivare, sono appena una trentina in tutta l’Isola, presa d’assalto da villeggianti italiani e stranieri.
il sindaco di Calasetta Antonello Puggioni ha protestato con forza: «Sedici ore complessive di guardia medica turistica per tutto agosto, in un paese come il nostro, che in questo periodo passa da 3mila a 12mila residenti, non è assolutamente accettabile».
I luoghi serviti
D’altro canto ci sono anche quelli che non soffrono, come ad esempio Solanas, a 40 chilometri da Cagliari, dove dopo dieci anni di assenza, il distretto sociosanitario di Quartu e l’amministrazione comunale di Sinnai sono riusciti a riattivare la Guardia turistica, fino al 15 settembre.
Oppure Cala Gonone (Dorgali), dove i turisti potranno contare su un presidio che offre visite, prescrizione di farmaci, richiesta di esami diagnostici e visite specialistiche, e altro. Le tariffe sono quelle stabilite dalla Regione: 20 euro per una visita ambulatoriale, 35 euro per una domiciliare, 8 euro per la ripetizione di ricette.
I progetti
Circola un meme sui social: cosa vedrà il paziente quando andrà dal medico di medicina generale, dal sostituto, alla guardia medica, o nella casa di comunità? Le quattro immagini sono sempre della stessa persona, soltanto con capelli e vestiti differenti.
Insomma, il problema è che mancano i medici – i bandi per coprire le Guardie riscuotono scarsissimo seguito – ma c’è anche un’altra questione: il compenso orario è tra i 20 e i 25 euro lordi all’ora. Veramente irrisorio. Ed è uno dei punti che saranno (ri)discussi nel prossimo incontro assessorato-sindacati per l’Accordo integrativo.
Alcune Asl hanno avviato nuove strategie. Quella della Gallura ha fatto una manifestazione d’interesse per l’adesione al “Progetto Smac – attivazione di ambulatori straordinari di continuità assistenziale a bassa intensità per cittadini non residenti”, proponendo a medici e specializzandi 80 euro lordi all’ora.
Quella di Nuoro invece ha offerto, oltre la paga base fissata a livello nazionale, un tot per ciascun turista assistito. Per capire se l’operazione ha funzionato bisognerà tirare le somme a fine stagione. Ma, in ogni caso, perché non sperimentare questi incentivi in tutte le Aziende sanitarie dell’Isola?
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