La crisi.

Vertenza Bekaert, stato di agitazione 

I sindacati contestano le modalità di cessione dell’impianto di Macchiareddu 

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Vertenza Bekaert, i sindacati annunciano lo stato di agitazione. La partita è ufficialmente aperta, ma l’ultimo tavolo tecnico al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha delineato una strada in salita, segnata da un paradosso industriale difficile da digerire: la multinazionale belga vuole abbandonare l’Italia, ma pretende di dettare le condizioni sulla concorrenza futura.

Il nodo

Nonostante il sito sardo vanti una produzione di eccellenza nelle corde metalliche per pneumatici e non sia in perdita, Bekaert conferma la volontà di dismettere. Il punto di rottura, denunciato con forza dai sindacati Fiom, Fsm e Uilm, riguarda le modalità di cessione. L’azienda starebbe infatti ostacolando l’ingresso di player attivi nello stesso settore per evitare di alimentare la concorrenza globale. Mentre il gruppo investe massicciamente in Cina e Thailandia, il Mimit ha garantito l’impegno a sondare l’interesse di quattro società cinesi, finora escluse dal radar della multinazionale belga. «Non è accettabile che chi scappa decida chi può insediarsi al suo posto», denunciano i segretari Marco Mereu, Marco Angioni e Alessandro Andreatta, chiedendo che Ministero e Regione vigilino sulla qualità dei subentranti per evitare «imprenditori d’assalto».

Istituzioni in campo

La Regione ha messo sul piatto un pacchetto di agevolazioni che spazia dall’abbattimento dei costi energetici e dei trasporti fino agli incentivi per nuovi investimenti. Un’offerta che finora non ha scalfito la chiusura della società: «Rileviamo un atteggiamento poco collaborativo», hanno dichiarato gli assessori Emanuele Cani e Desirè Manca, ribadendo che la priorità resta la continuità produttiva nello stesso settore, pur non escludendo la valutazione di un “piano B” per salvaguardare i 237 dipendenti diretti e i 50 dell’indotto. Anche la deputata Francesca Ghirra (Progressisti) sollecita l’intervento del Mimit per salvare lo stabilimento Bekaert di Macchiareddu, denunciando la società belga di voler dismettere il sito sardo senza un reale piano di vendita. Il prossimo aggiornamento tra 45 giorni: si capirà se le manifestazioni d’interesse si trasformeranno in offerte vincolanti. Nel frattempo, lo stato di agitazione resta permanente.

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