Niente da fare. Se tutto va bene la Finanziaria 2026 sarà approvata oggi. Se anche in questo caso l’Aula non dovesse raggiungere l’obiettivo, resterà domani, sabato 31 gennaio, ultimo giorno utile per non incorrere nel secondo mese di esercizio provvisorio. Ieri sono saltati tutti gli accordi possibili tra gli schieramenti, la luce si è vista solo a fine serata, quando era oggettivamente troppo tardi per pensare di esaminare quattordici articoli. Il Consiglio ha infatti impiegato un giorno intero, fino alle 20, per l’esame dell’articolo 3 su cultura e istruzione.
Le garanzie
Dall’inizio della discussione, sanità e istruzione sono state le materie che più hanno diviso gli schieramenti, e su queste la maggioranza ha dovuto offrire garanzie per ottenere dal centrodestra l’impegno a procedere con celerità. La garanzia da parte delle presidenti delle commissioni Cultura e Sanità (Camilla Soru e Carla Fundoni del Pd) di fissare a stretto giro, all’ordine del giorno dei parlamentini, l’esame di tre proposte di legge. La prima, la numero 18 (primo firmatario Fausto Piga di FdI) sul dimensionamento scolastico. La seconda, la numero 145 (primo firmatario Giuseppe Talanas di Forza Italia) per l’istituzione del programma regionale per l’attrazione e l’insediamento del personale medico nei centri interni della Sardegna mediante misure di edilizia residenziale e sostegno abitativo. La terza dei Riformatori sulle manifestazioni storiche come Ardia e Sartiglia.
L’accelerazione
Archiviato il tema scuola, l’Aula ha approvato senza nemmeno discuterlo l’articolo 6 sulla sicurezza nel lavoro. Dentro c’è l’attuazione del patto di Buggerru (protocollo d’intesa firmato dalla presidenza della Regione e dai sindacati) per la spesa di cinque milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Obiettivo, la tutela del lavoro di qualità e la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Facile anche l’esame del 7 su enti locali e urbanistica. E non poteva che essere così, vista la decisione trasversale di incrementare il fondo unico per tre anni, portandolo da 570 a 670 milioni. «In questa legislatura abbiamo proseguito alcune azioni della precedente nell’attenzione al sistema degli enti locali – ha spiegato il capogruppo del Pd Roberto Deriu – stiamo uscendo da una fase in cui gli enti locali vengono sacrificati a ragioni di una contrazione dell’impegno pubblico. Oggi festeggiamo una nuova fase di devoluzione di risorse verso gli enti locali con l’incremento sostanziale e, ci auguriamo, strutturale del fondo unico».
Ok anche agli articoli 8 e 9 su Lavori pubblici e Trasporti. E sì alle norme sull’ambiente, compreso l’emendamento firmato da tutti i consiglieri, ma proposto dal centrodestra, per l’istituzione di un fondo per affrontare i danni del maltempo dei giorni scorsi. Lo stanziamento è di 10 milioni.
I contributi dei consiglieri
Accordo mancato (con defezioni in ambo gli schieramenti), invece, su un emendamento legato all’incremento dell’aliquota dei contributi volontari dei singoli consiglieri dall’8 al 13%. La Finanziaria dovrebbe passare oggi intorno alle 14.
«Non solo una manovra senza visone, ma anche una maggioranza litigiosa», il bilancio a fine seduta del capogruppo di FdI Paolo Truzzu, «l’unica cosa positiva per ora è costituita dai 100 milioni in più per gli enti locali, risorse fondamentali per garantire i servizi ai cittadini e che, senza l’intervento decisivo del centrodestra, non sarebbero mai stati stanziati proprio a causa delle divisioni in maggioranza».
L’assessore
Secondo l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni «la discussione sulla manovra è stata sinora intensa e approfondita, come è giusto che sia quando si affrontano scelte importanti che riguardano tutti i sardi. Il dibattito è ampio, ma l’obiettivo è chiaro: domani (oggi ndr.) contiamo di arrivare all’approvazione definitiva. Un passaggio indispensabile perché chiudere questa fase significa sbloccare i pagamenti, dare certezza agli enti, alle imprese, alle famiglie e rimettere in pieno movimento la macchina regionale. Solo così possiamo iniziare a lavorare alla variazione di bilancio, dove utilizzeremo le risorse rese disponibili dall’accordo con lo Stato».
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