Un paese si è unito al dolore della famiglia. Un folla composta, straordinaria, tante lacrime, le splendide parole del parroco don Gianni Soro e della madrina di Alessandro che, leggendo le frasi preparate dalla mamma Daniela (distrutta dal dolore), hanno commosso tutti. «Io non cerco colpevoli». Chiedendo poi (riassumendo le sue commoventi parole), che tutti ricordino Alessandro per per quello splendido ragazzo che è stato.
Ma su questo non ci sono sicuramente dubbi. Ad ascoltare, c’erano proprio anche i tantissimi amici di Alessandro: quelli delle elementari e anche quelli del Convitto che frequentava a Cagliari. E poi le parole del parroco, don Gianni Soro durante l'omelia: «Conoscevo molto bene Alessandro, ragazzo d’oro, capace di esprimere il suo sorriso anche con gli occhi».
Il dolore
Una folla strabocchevole ieri ha salutato così Alessandro Zizzaro,19 anni vittima del terribile incidente dell’altra notte a Villasimius. La chiesa non è bastata per ospitare i fedeli. In tantissimi sono rimasti nella piazza. Poi il volo dei palloncini bianchi, prima dell'infinito corteo verso il cimitero dove si è svolto il rito della tumulazione.
Davanti al feretro una grande distesa di fiori. Un paese che si è letteralmente stretto alla famiglia del ragazzo, stimatissima da tutti.
Il ricordo
Ma chi era Alessandro? Lo zio Mauro Vargiolu, presidente del Castiadas calcio, dice semplicemente che «era un ragazzo dolce, col sorriso stampato sul viso. Praticava sport, era arbitro di calcio, aveva tantissimi amici. Lavorava nel ristorante di famiglia. Studiava a Cagliari, quest’anno era atteso dal diploma». La tragedia di Alessandro Zizzaro, ha davvero riempito di dolore quella Villasimius che si preparava agli appuntamenti del dopo Capodanno. Doveva essere festa grande sino al giorno dell’Epifania, tra la tombolata e altri eventi che il sindaco Luca Dessì ha cancellato perché «la festa non poteva più avere alcun senso dopo tragedia».
La serata
Venerdì sera Alessandro, da buon sportivo, aveva giocato con gli amici una partita di calcetto, proseguta poi in un ristorante. Poi verso le 2 si è messo alla guida del suo scooter, quattro dei suoi “quasi coetanei” sono saliti su una Fiat Seicento rossa, forse doveva rientrare a casa. Hanno percorso la via Matteotti. Proprio alla fine di questa strada, la tragedia che non trova una spiegazione: l’auto e lo scooter si sono avvicinati, entrando in collisione. Così si è consumata la tragedia: Alessandro è caduto battendo il capo. Poi le indagini ancora in corso.
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