La deadline è la decisione del Tar sul caso di Flavio Sensi, l’ex manager della Asl di Sassari che aveva fatto ricorso contro il licenziamento arrivato ben prima della scadenza del contratto. I giudici amministrativi si pronunceranno il 14, a quel punto la Giunta dovrebbe riunirsi per nominare gli ultimi tre direttori generali: alla Asl di Sassari, appunto, alla Asl di Cagliari e in Gallura. Gli altri nove (per le restanti cinque aziende sanitarie, le due AOU, il Brotzu e l’Areus) erano stati indicati il 31 dicembre, a una settimana esatta dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge sui commissariamenti.
Gli hub
Tra una decina di giorni, dunque, il progetto della presidente della Regione Alessandra Todde di riformare la governance della sanità dovrebbe essere completato. Gli ultimi tre incarichi da assegnare sono tra i più significativi. Il Pd, che al giro di nomine del 23 dicembre ha avuto voce in capitolo solo sul Sulcis, vuole fare l’asso pigliatutto. Quanto meno, vorrebbe poter estendere la propria influenza nei due hub più importanti: la Asl di Cagliari che da sola comprende il territorio di settanta Comuni e 540mila abitanti, e Sassari. La Asl di Olbia resta comunque un obiettivo.
I Dem non lo dicono chiaramente, ma da quanto trapela sembra che a Cagliari e Sassari sia forte la volontà di consegnare la guida a idonei in arrivo da oltre Tirreno. La ragione è semplice: le due Asl maggiori devono funzionare, e per funzionare necessitano di direttori generali molto capaci. A quanto pare quelli sardi sono pochissimi e per di più sono vicini al centrodestra. Da qui il bisogno di ricorrere a risorse esterne. Complessivamente i manager giudicati dalla commissione esaminatrice idonei per la guida delle Asl sono trenta, ora venticinque tolti quelli indicati nelle Asl di Oristano, Sulcis, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra. Le ultime due affidate a due dg che arrivano da fuori: Francesco Trotta (area M5S) e Andrea Fabbo (tecnico ma indicato da Todde). Ora gli “stranieri” disponibili si contano davvero nelle dita di una mano. Si chiamano Joseph Polimeni, Thomas Schael, Paolo Zappalà.
Riequilibrio
Intanto, l’accordo Todde-Pd che ha portato alle nove nomine su dodici ha già aperto una nuova fase nel Campo largo di rinnovati attriti della governatrice con i suoi consiglieri più vicini. Quelli del M5S e di Uniti con Todde. Nel primo caso, è evidente che portando manager da fuori per Nuoro e l’Ogliastra la presidente avrà scontentato gli esponenti del Movimento in Sardegna. Se poi il Pd avrà il diritto di scelta su Cagliari, allora a rimanere deluso sarà il gruppo di Uniti che aveva potuto indicare il commissario Aldo Atzori.
In commissione
Su tutto questo la presidente della Regione riferirà in commissione Sanità l’8 gennaio alle 11.30. All’ordine del giorno le problematiche legate alla sentenza della Consulta che ha censurato le norme sul commissariamento delle Asl. La richiesta di convocazione urgente del parlamentino era arrivata dai capigruppo del centrodestra. (ro. mu.)
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