CRANS-MONTANA. Terminata l’identificazione delle vittime (ieri è stata accertata l’identità di tutte e 40), oggi un volo dell’Aeronautica militare riporterà a casa i corpi di cinque dei sei giovanissimi italiani morti nel rogo di Capodanno. Il C-130 partirà da Sion alle 11 e atterrerà a Linate alle 11.50. Da, qui via terra, i feretri dei sedicenni Achille Barosi e Chiara Costanzo arriveranno a Milano, quello del coetaneo Giovanni Tamburi a Bologna, Genova accoglierà il corpo del quasi diciassettenne Emanuele Galeppini. Il volo di Stato proseguirà poi per Ciampino, dove giungerà il corpo del sedicenne Riccardo Minghetti. Le esequie della 15enne Sofia Prosperi, italo-svizzera, si terranno a Lugano.
I feriti al Niguarda
Intanto è proseguito anche ieri il trasferimento dei ragazzi feriti in Italia. Dal primo gennaio all’ospedale Niguarda di Milano ne sono arrivati in tutto 11, di cui sette in gravi condizioni. Nel pomeriggio, da Zurigo è stato portato Kean, sedicenne studente del liceo Virgilio di Milano, e ospite nella località svizzera nella casa di Francesca, anche lei ricoverata nel Centro Grandi ustioni dell’ospedale milanese. In Svizzera restano gli «ultimi tre ricoverati, monitorati dal nostro team e da personale sanitario elvetico», spiega Massimiliano Borzetti, team leader del dipartimento Protezione civile a Crans-Montana. Le ultime 16 vittime che aspettavano un nome sono tre giovani svizzere (due di 15 anni e una di 22), una ragazza svizzera/francese di 24 anni, tre italiani (lui e lei di 16 anni e un ragazzo di 15), una portoghese di 22 anni, una belga di 17, sei francesi (una di 33 anni, una di 26, uno di 23, uno di 20, uno di 17, uno di 14) e un 15enne con nazionalità francese/israeliana/britannica. In mattinata, quando era terminata l’identificazione dei morti italiani, l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha preso posizione: «Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia ma una tragedia evitabile: sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso». Un commento arrivato a margine della messa e della marcia silenziosa dedicata alla vittime per le vie di Crans-Montana, poco dopo che la confederazione elvetica ha annunciato una giornata di lutto nazionale per venerdì 9 gennaio.
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