Alba di sangue

Una rosa sulla strada della morte Scuole in lutto: «Ci mancherete» 

La compagna di classe di Filippo: «Era sempre solare e spiritoso» 

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Davanti al palo della luce contro il quale, poco prima dell’alba di ieri, si sono schiantati Filippo Corongiu e Gabriele Galici, c’è una rosa bianca. Segna il punto esatto in cui i due amici 18enni hanno perso la vita. La mattina dopo la tragedia, al Poetto, nel tratto di Quartu, sembra un giorno come tutti gli altri, se non fosse per quella grande chiazza rossa di sangue sull’asfalto a pochi metri dalla Bussola e per alcuni pezzi dello scooter bianco sparsi a terra.

La notte di festa

La notizia della morte dei due giovani a metà mattina è rimbalzata di stabilimento in stabilimento. I due ragazzi, avevano trascorso una notte di divertimento a ballare in uno dei locali del lungomare. Poi, si erano attardati al Poetto con gli amici prima di prendere lo scooter per tornare a casa dove invece non sono mai arrivati.

Erano all’Azul, uno dei locali più noti del Poetto dove al bancone del bar uno dei dipendenti Marco Lai, attonito per quello che è successo, racconta: «Non ho visto l’incidente perché arrivo la mattina alle 9,30, però chi lavora per fare le pulizie qui ha visto la scena terribile. Ci hanno raccontato che questi ragazzi sono finito sul palo. Poi hanno visto un lenzuolo disteso e hanno capito subito che purtroppo c’era un morto. Siamo davvero scossi e dispiaciuti».

La compagna di classe

Poco distante al Frontemare ha appena preso servizio Chiara Marini, 18 anni, che di Filippo Corongiu era compagna di classe alle medie. «L’ho appena saputo da un’amica» dice, «sono sconvolta. Aveva la mia stessa età. Era un ragazzo solare, energico, molto spiritoso, animava la classe». L’ultima volta, «ci siamo rincontrati qualche mese fa a casa di amici, era allegro come sempre». Giovedì sera il Colibrì era chiuso ma il titolare Stefano Versace racconta, «ho ricevuto la chiamata di mia figlia di mattina presto: li conosceva entrambi, lei non c’era quella sera ma le hanno detto che erano in un locale a ballare, che poi sono usciti e si sono attardati al Poetto prima di tornare a casa. Ed è successa la tragedia».

Amici per la pelle

Erano amici Filippo e Gabriele. Stesse passioni e stesse serate da condividere con una vita tutta da vivere ancora davanti. Filippo viveva a Monserrato ma a scuola andava a Cagliari, al liceo scientifico Michelangelo che l’ha ricordato con un messaggio: «Con profondo dolore, la dirigente scolastica, i docenti, il personale Ata e tutti gli studenti del liceo scientifico Michelangelo partecipano al lutto per la prematura scomparsa del nostro caro studente Filippo Corongiu. In questo momento di immenso dolore, la comunità scolastica si stringe con affetto e sincera vicinanza alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo resterà vivo nella nostra scuola e nei cuori di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo». Al ritorno in classe si uniranno tutti in un momento di silenzio.

Lacrime

Gabriele invece frequentava il centro studi Pirandello che lo ha ircordato così: «In questo triste momento di dolore, la direzione, i docenti e gli studenti sono vicini e si stringono con affetto alla famiglia e agli amici del caro Gabriele. Il ricordo del suo sorriso e della sua allegria ci accompagnerà nel proseguo del nostro percorso». A scuola sarebbero dovuti tornare tra qualche giorno, ma i loro banchi resteranno vuoti.

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