La febbre del Nilo continua a fare paura. Ieri a San Gavino si è registrato il secondo decesso dovuto alle complicanze del virus della West Nile in persone affette anche da altre patologie, e quindi molto fragili. Ieri ha ceduto Raimondo Carboni, di 84 anni, da qualche giorno ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” a San Gavino, dove aveva lavorato per quarant’anni come infermiere prima del pensionamento. Commossa la moglie, Silva Achena: «Aveva da qualche giorno un’encefalite con una febbre costante a 39, poi abbiamo scoperto che era stato colpito dal virus della West Nile. Era un grande tifoso del Cagliari e un appassionato di calcio e amava fare i massaggi: lo ricordano generazioni di ragazzi ora adulti».
Le cause
Ha forse giocato un ruolo, in questa malattia trasmessa dalle zanzare ma che non si diffonde da uomo a uomo, il luogo dove vive la famiglia: «Abitiamo in via Tommaseo che dà proprio sul rio Pardu, pieno di zanzare in questo periodo. Ringrazio il personale medico e infermieristico del pronto soccorso e del reparto di Medicina dell’ospedale per le amorevoli cure e per l’affetto dimostrato». Oggi alle 16.30 saranno celebrati i funerali nella chiesa di Santa Teresa. Il decesso di Raimondo Carboni fa seguito a quello avvenuto mercoledì di una donna residente a San Gavino di 78 anni e nel paese cresce la paura di nuovi contagi: non a caso il Comune e l’Asl del Medio Campidano invitano al rigoroso rispetto delle norme volte a limitare la circolazione del virus.
Si corre ai ripari
Intanto già da questa mattina all’alba ci sarà un intervento capillare coordinato dalla provincia del Medio Campidano, come evidenzia la vicepresidente facente funzioni Maura Boi: «Ieri a San Gavino si è svolto il sopralluogo alla presenza del servizio di Igiene pubblica e di quello Veterinario dell’Asl del Medio Campidano insieme al personale della Provincia. L’intervento comincerà alle due di notte in tutti i canali di San Gavino, compreso il tratto del fiume della zona in cui viveva la seconda vittima, e nel tratto del rio Pardu in corrispondenza dell’area circostante l’ospedale in cui ci sono diversi acquitrini, habitat ideale per la presenza di zanzare. Ci sarà una disinfestazione antilarvale e adulticida. Con i cambiamenti climatici è sempre più diffusa la proliferazione di insetti come le zanzare e anche in futuro ci sarà sempre un’azione capillare e costante della Provincia, cui fa capo il servizio di disinfestazione. L’aumento delle temperature medie altera i cicli stagionali rispetto al passato, quando il freddo precoce limitava la presenza degli insetti».
Il sindaco
Da parte sua il Comune segue la situazione con attenzione e in stretto coordinamento con le autorità sanitarie, come evidenzia il sindaco Stefano Altea: «Resta importante la collaborazione di tutti nel mettere in pratica le misure di prevenzione già indicate, in particolare evitando ristagni d’acqua e adottando le normali precauzioni per ridurre l’esposizione alle punture di zanzara».E se i consiglieri di minoranza hanno messo in risalto la scarsa comunicazione fatta alle fasce deboli e più anziane della popolazione, il primo cittadino ricorda quali saranno i prossimi interventi di prevenzione antilarvale già programmati con la Provincia: «Nel nostro Comune i primi due passaggi sono già stati effettuati il 12 aprile e il 15 maggio, interessando in entrambe le occasioni 448 caditoie. Il terzo intervento, secondo la programmazione predisposta, è previsto per venerdì 11 settembre e interesserà nuovamente 448 caditoie distribuite sul territorio comunale».
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