Napoli. Potrebbe essere stato vittima di una vendetta Lorenzo Spasiano, operaio incensurato di 21 anni ed esperto boxeur, ucciso lunedì notte da un killer che gli ha sparato un colpo di pistola da distanza ravvicinata: il proiettile ha attraversato il torace e ha raggiunto il cuore. Tutto è accaduto intorno all’una e mezza, nel quartiere Miano. La vittima rincasava quando ha incontrato il killer. A trovare il corpo, dopo aver sentito gli spari e le grida, è stata la madre di Lorenzo Spasiano. Inutile la corsa all'ospedale Cardarelli, il 21enne è morto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. I militari hanno acquisito e visionato le immagini registrate da diversi impianti di videosorveglianza privati presenti nella zonna. Nel quartiere sono in tanti a ricondurre l’accaduto a una lite scoppiata su un campo di calcetto lo scorso marzo. Una zuffa tra il 21enne e un minorenne che avrebbe avuto degli strascichi, anche recenti. Le stesse voci riferiscono di episodi violenti, tra Lorenzo e altri giovani, da cui la vittima sarebbe uscito vincente. E qualcuno potrebbe aver impugnato un’arma per vendicarsi. Al momento sembra assodato che la vittima fosse fuori dai contesti criminali. «È una notizia che ci scuote e che ci addolora - dice don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo – Parliamo di un ragazzo che ha sempre lavorato nel panificio di fronte alla chiesa e che non credo sia legato alla malavita. Resta il fatto che ci troviamo in una spirale di violenza e cattiveria e questo ci addolora». Poi un ricordo: «Era un ragazzo mite. Vivace come tutti i ragazzi del quartiere, però legarlo alla malavita non ce lo vedo, la mattina si svegliava presto per andare al lavoro».
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