Meteo

Caldo, dobbiamo soffrire ancora 

Sollievo atteso solo dal 3 luglio. Ieri due turisti morti sulle spiagge sarde 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

C’è da soffrire sino a alla fine di giugno. Da metà della settimana prossima, il primo luglio, è attesa la “rinfrescata” che attenuerà la fiammata di caldo che si è abbattuta sulla Sardegna a partire dallo scorso weekend. Da giorni le temperature massime si sono attestate sui 37 gradi, con il picco di 41,6 registrato a Villaverde. Secondo la rete di monitoraggio dell’Arpas ieri la località più calda è stata Stintino (36,8), che ha staccato di pochi decimi Ghilarza. L’anno scorso nello stesso periodo era andata peggio: a Jerzu la colonnina era arrivata a quota 48. Ma quest’estate ha esordito con un’anomalia termica di circa due gradi rispetto alla media del periodo, calcolata su un arco di 30 anni. Sei lustri durante i quali quella media è salita continuamente. Tradotto: il caldo è diventato «cronico». L’altra faccia sono i temporali: quando arrivano sempre più forti e localizzati, come quelli registrati nel pomeriggio di ieri, che hanno portato la Protezione civile regionale a emettere un’allerta gialla.

Il riscaldamento

Ad analizzare i fenomeni in atto, sfatare falsi miti e a prevedere un po’ il futuro, sulla base della scienza, c’è Salvatore Natale, meteorologo del dipartimento meteoclimatico dell’Arpas: «Il riscaldamento globale è un fenomeno assodato». Ma nonostante qualcuno abbia tratteggiato scenari catastrofici non sarà El Niño a far boccheggiare: «Non determina e non determinerà il caldo in Europa», spiega l’esperto. Piuttosto il nuovo clima «porterà periodi siccitosi sempre più prolungati e temporali più violenti, causati dagli accumuli di calore».

Le previsioni

E per quest’estate 2026 cosa c’è da spettarsi? Una sottolineatura è d’obbligo: più si va in là nel tempo, meno le previsioni sono precise. Ma una tendenza pare essersi delineata: «In Sardegna in questi giorni», dice il meteorologo, «la calura è stata attenuata dall’assenza di venti meridionali». Quelli che creano la cappa d’afa. Ma bisognerà fare i conti con il caldo fino a metà della prossima settimana: «Poi è attesa una rinfrescata». L’anomalia termica è confermata anche per luglio, «quando è possibile una temperatura di un grado in più rispetto alla media del periodo. Agosto e settembre dovrebbero invece essere in linea con il passato». Il che non significa che non farà caldo: è estate e ce ne sarà, ma si potrà respirare.

La classifica

La certificazione del caldo «cronico» nell’Isola è offerta dalla classifica della vivibilità connessa al clima nelle città italiane, stilata da IlMeteo.it. Dall’analisi basata su numerosi parametri riferiti al 2025 – dagli eventi estremi ai giorni di gelo, dalle raffiche di vento alle ondate di calore – emerge che Cagliari si piazza all'ultimo posto (108) per piovosità, con appena 33 giorni con almeno un millimetro di pioggia e 157 con assenza di precipitazioni. Oristano è penultima e conquista un primato non invidiabile: è la città italiana dove si è registrato il maggior numero di giorni di caldo africano. Sono stati 64 con temperatura massima superiore ai 34 gradi.

I decessi

Cercava rifugio dalla calura un anziano di 79 anni che ieri è stato colto da un malore fatale mentre faceva il bagno al Poetto di Quartu, all’altezza della Marinella. Stessa sorte per un turista di 27 anni, portoghese, trovato senza vita dagli amici che lo cercavano da due ore sugli scogli a Cala Cartoe, sulla costa di Dorgali. Le cause dei decessi devono ancora essere stabilite. Ma, soprattutto nel primo caso, non è escluso che possa aver influito anche l’afa.

In Europa

Episodi limitati, lontani dallo scenario di crisi della Francia, messa in ginocchio dalle alte temperature: oltralpe quella di ieri è stata la giornata più calda mai registrata da quasi 80 anni, con una media di 29,8 gradi. In cinque giorni hanno perso la vita per annegamento 40 persone, per lo più giovani, che si erano tuffate in cerca di refrigerio. Anche in Germania i 40 gradi previsti per venerdì dovrebbero rappresentare il record di caldo per giugno, e il Regno Unito ha sfiorato i 40 gradi avvicinandosi ai 40,3 del record di luglio 2022. Valori che, secondo l’Oms, rappresentano un’emergenza sanitaria per l’Europa, dopo il caldo negli ultimi quattro anni che ha causato oltre 200mila decessi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi