Caro carburante, quaranta milioni per il mondo della logistica e dell’agricoltura

Aeroporti, in Consiglio  alta tensione sulla fusione 

Nella manovra trenta milioni per sostenere il progetto Il centrodestra: «Regalano gli scali alla speculazione» 

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I trasporti rappresentano il nodo cruciale della variazione di bilancio da 750 milioni di euro per tre anni. Per due ragioni: i trenta milioni già inseriti nel testo all’esame della terza commissione del Consiglio e con cui la Regione intende supportare l’operazione di fusione dei tre aeroporti sardi arrivando a detenere il 9,25% della società di gestione; la misura ancora da perfezionare – e che dovrebbe trovare spazio in un emendamento di maggioranza – per sostenere le aziende in ginocchio a causa del caro carburante (legato alla crisi in Medio Oriente) e della tassa sulle emissioni climalteranti (Ets).

Il nodo

Il primo fronte è fonte di attriti significativi tra gli schieramenti, tali da rallentare l’iter di un provvedimento annunciato prima per febbraio, poi per la primavera, e che alla fine arriverà in Aula forse ai primi di luglio. Il centrodestra ha annunciato battaglia. «La Regione investe 30 milioni ma, come si legge dagli accordi, finisce in minoranza nella holding e in tutti i consigli d’amministrazione», spiega il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca, «è difficile immaginare un altro investimento pubblico che produca un risultato simile: mettere più soldi per contare meno. Con questa variazione si compie un altro passo verso un sistema aeroportuale governato da logiche finanziarie speculative, mentre il ruolo pubblico viene indebolito e reso inefficace rispetto alla possibilità di definire politiche di sviluppo per la Sardegna». Per il vice capogruppo di FdI, Fausto Piga, «la presidente Todde può utilizzare qualsiasi stratagemma comunicativo per nascondere l'evidenza, ma la sostanza non cambia: vuole regalare gli aeroporti sardi alla speculazione dei privati». Come se non bastasse, «oltre agli aeroporti la Regione regalerà ai privati pure 30 milioni di euro per contare quanto un due di cuori a pinella, considerato che la Regione sarà un anonimo socio di minoranza senza possibilità di incidere concretamente nelle decisioni strategiche». E chiude: «La governance deve tutelare la Regione e gli interessi della collettività, non quelli del profitto dei fondi di investimento privati». Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) sostiene che «l’aeroporto di Cagliari deve rimanere a gestione pubblica. Ci sono tante ombre sul modus operandi che vorrebbero imporre».

Regime temporaneo

Maggioranza e centrodestra non faticheranno invece a mettersi d’accordo sul tema degli aiuti alle imprese. La novità è che adesso è ufficiale: la misura sarà messa in campo. Come? Facendo riferimento al quadro temporaneo per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione Ue per consentire agli Stati membri di sostenere l’economia nel contesto della crisi mediorientale. Questo regime varrà fino al 31 dicembre 2026. La Sardegna, insomma, può intervenire senza incorrere in alcuna infrazione. C’è solo un dubbio, ricordato ieri dallo stesso assessore al Bilancio Giuseppe Meloni (Pd): prevedere gli aiuti per un valore che dovrebbe arrivare a quasi 40 milioni già nella manovra, con un emendamento; oppure direttamente in un provvedimento separato se l’iter della variazione dovesse procedere in modo lento.

Le categorie

Aiuti a chi, in particolare? «Alle imprese del trasporto e della logistica danneggiate dai rincari, alle imprese agricole e del settore della pesca». Ma, aggiunge, «credo che si possa trovare spazio anche per qualche altro settore che abbia affrontato maggiori costi sempre legati al caro carburante». Meloni ha chiarito che «stiamo limando la norma, prevediamo la disponibilità per le imprese di alcune decine di milioni di euro. Sulla base delle interlocuzioni decideremo se inserire la norma attraverso un correttivo o se dar vita a un nuovo ddl».

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