L’emergenza

Un sabato di scontri, tensioni e barricate ma senza saccheggi 

Lancio di oggetti, lacrimogeni, idranti in azione A Roma un gruppo riesce a entrare al Colosseo 

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Roma. La giornata di mobilitazione in Italia si chiude con quasi 5mila persone identificate, 371 fermati, tra cui 110 minorenni, e nove arresti. Nelle piazze delle città principali si sono registrati tensioni e scontri ma non si sono ripetute le violenze e i saccheggi della settimana scorsa. Determinante, secondo le autorità, l’attività preventiva delle forze dell’ordine, impegnate a intercettare possibili iniziative a sorpresa del Movimento 17 ottobre.

Città per città

A Roma gli scontri sono scoppiati a poche decine di metri dal Quirinale, dopo un fitto lancio di bottiglie contro i blindati. Poco prima alcuni manifestanti avevano compiuto un blitz all’interno del Colosseo. La tensione è salita anche a Bologna, dove sono entrati in azione gli idranti e un ragazzo è rimasto ferito, venendo soccorso e trasportato in ambulanza. Nel capoluogo emiliano la protesta si è sviluppata su due fronti, con barricate, cassonetti incendiati e un distributore di sigarette devastato nel centro storico.

Momenti di tensione anche a Torino, dove il corteo si è sciolto dopo un fitto lancio di lacrimogeni, e a Milano, dove la città è stata presidiata dalle forze dell’ordine affiancate dai parà della Folgore con i mezzi Lince a protezione di piazza del Duomo, mentre alcune migliaia di manifestanti, in gran parte studenti universitari, si sono fronteggiati con la polizia. A Firenze, quando il corteo si è diretto verso le vie del lusso, sono state lanciate bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con cariche di alleggerimento. Situazione più tranquilla, invece, a Napoli, Padova e Bari. In generale, le iniziative di piazza non hanno raggiunto i livelli di violenza della settimana precedente, anche grazie ai controlli intensificati nelle ore prima delle manifestazioni.

L’attività preventiva ha portato all’identificazione di diverse centinaia di giovani e a decine di fermi, compresi quelli di minorenni. In diversi casi sono stati trovati passamontagna, bombolette spray, maschere e guanti, oggetti ritenuti potenzialmente utilizzabili durante gli scontri.

Niente azioni a sorpresa

La giornata si è svolta senza le azioni a sorpresa che erano state annunciate sui social per le 14,30, con la comunicazione dei luoghi di concentramento in diverse città. Restano tuttavia le tensioni in più piazze, con lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, lacrimogeni, idranti e cariche. Il bilancio conferma le difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico durante le mobilitazioni, mentre il governo rivendica l’efficacia della strategia di prevenzione e ribadisce la necessità di garantire insieme il diritto a manifestare e la sicurezza dei cittadini.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e le forze di polizia, ribadendo che «il diritto di manifestare va sempre garantito», insieme a quello dei cittadini di vivere le città in sicurezza. Le misure approvate dal governo, ha aggiunto, puntano a fornire allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che «delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città». Piantedosi ha elogiato le forze dell’ordine, capaci di «isolare e contenere le frange di violenti, con equilibrio e competenza». Il ministro ha inoltre ribadito che «in Italia non può esserci spazio per chi si illude di agire nell’impunità e in zone franche», aggiungendo che chi abusa della libertà di manifestare deve assumersene la responsabilità.

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