Il calo delle produzioni di castagne, dopo mesi di grande siccità, non ha frenato la corsa alla degustazioni di marroni e vini del Mandrolisai ai piedi della parrocchiale di San Michele Arcangelo e nei percorsi a chilometro zero fra le vie del centro storico. Ieri, ad Aritzo, la prima giornata della Sagra delle Castagne e delle Nocciole ha fatto registrare la soddisfazione di produttori e operatori turistici, con i visitatori accorsi al paese già dal primo mattino per unirsi alle escursioni nei castagneti di Geratzia, fare tappa nei musei e appezzare la buona musica.
Valorizzare le eccellenze
Un percorso fra sapori e colori del bosco, quello della storica kermesse, giunta alle 54esima edizione con la regia di Centro commerciale naturale, Comune, Consulta dei giovani e collettivo di produttori Orroàs, supportati dal lavoro di varie associazioni locali. L’occasione per valorizzare le eccellenze enogastronomiche attraverso una vetrina che resta intatta nel tempo e vuole essere sinonimo di resistenza per le zone interne: «Nonostante un calo del 20% nella produzione castanicola - commenta Nicola Melis, consigliere comunale e Presidente Orroas - i nostri 70 soci hanno raccolto in prodotto di qualità che i turisti apprezzando in massa».
Lo ribadisce con fermezza Melis, impegnato con i produttori locali, ad accoglierne i più curiosi nella mostra delle varietà fruttifere organizzata a Casa Devilla, in collaborazione con Sardegna Bio: «La Sagra è molto più che spettacolo e folklore - prosegue Melis - È la vetrina delle nostre eccellenze che riflette sul lavoro dei piccoli produttori che va avanti tutto l’anno. Quest’anno per le noci è stato un disastro col 50% in meno del prodotto, ma i visitatori hanno comunque apprezzato anche delle ottime nocciole».
E fra i preparativi del concerto dei Tazenda, in un bastione troppo piccolo per contenere la folla accorsa nella notte, il presidente del Centro commerciale naturale Riccardo Sanna non ha nascosto un velo d’orgoglio: «I preparativi sono partiti già dall’estate unendo l’esperienza degli adulti all’entusiasmo dei ragazzi della consulta giovanile che stanno dando il massimo», ha detto Sanna, che ha guardato poi a «un impegno a 360 gradi di decine di volontari ripagato dai sorrisi di chi ha ancora una volta ha scelto Aritzo come meta di un lungo weekend autunnale».
Evoluzione nel tempo
Lo sa bene anche Ninni Paba, decano degli albergatori locali che nello scrigno dell’Hotel Sa Muvara osserva il viavai dei vacanzieri e racconta di un evento che si è evoluto nel tempo: «Agli albori della Sagra tutto era diverso - racconta Paba - non esistevano i social e i canali di comunicazione attuali. Ma l’intraprendenza di chi già da allora ci ha creduto, oggi dimostra che la via tracciata era quella maestra».
Paba, che si dice soddisfatto dei clienti accorsi anche dall’estero, vede una manifestazione che «deve spronare le istituzioni regionali a credere in un territorio unico dove le eccellenze e i piccoli produttori vanno valorizzati tutto l’anno».Anche Alessio Manca dell’Hotel La Capannina conferma: «La Sagra non conosce crisi. Ci hanno scritto dal Giappone per poter alloggiare qui da noi, ma eravamo al completo da settimane fra clienti affezionati e turisti irlandesi, polacchi e olandesi incantati da risotti alle castagne e funghi e dolci alle nocciole».
E mentre il sindaco Paolo Fontana confida in «un grande afflusso per le prossime ore dopo una prima prova superata nel migliore dei modi», anche nella vicina Belvì si sorride per l’effetto domino: «Per la nostra struttura - racconta Francesca Pranteddu dell’Hotel Edera - la Sagra è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. In queste ore registriamo il tutto esaurito tra camere e ristorante e anche domani lavoreremo senza sosta».
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