La festa dem

Schlein blinda Todde: «Il Pd la sostiene» 

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Nel giorno di Elly Schlein a Cagliari non c’è spazio per un passaggio sul percorso a ostacoli del Campo largo verso le primarie, né sulle ricostruzioni – smentite da Giuseppe Conte – che vedrebbero il leader M5S rilanciare l’idea di un terzo nome perché con la segretaria dem sarebbe difficile vincere le politiche. Niente di tutto questo perché – chiarisce subito la deputata appena varcati i cancelli della Vetreria di Pirri, prima di intervenire alla Festa dell’Unità – in realtà va tutto bene: «Noi abbiamo iniziato questo percorso tre anni e mezzo fa dandoci due obiettivi: l'unità del Partito Democratico e l'unità dell'alleanza progressista, che nel 2022 non c'era, e sappiamo tutti com'è andata. Quindi siamo molto felici di avere lavorato ogni giorno per costruire questa unità che oggi c'è. Il Pd è più unito che mai e l'alleanza progressista governa insieme e governa bene». Proprio «come succede qui oggi in Sardegna». Anche in questo caso, niente sul fatto che da mesi Pd e M5S sono ai ferri corti sulla gestione della sanità, con i dem sardi che sono arrivati a far mancare il sostegno in Giunta sui commissariamenti e sulle nomine dei dg delle Asl, delibere in attuazione di una legge incostituzionale. E tuttavia la segretaria: «Sono qui anche a ribadire il nostro pieno supporto ad Alessandra Todde che sta facendo un lavoro prezioso e importante. Oggi siamo qui alla Festa dell'Unità a parlare di innovazione, a parlare di nuove tecnologie. Le tecnologie possono aiutare a migliorare le nostre vite, a migliorare il nostro lavoro e a migliorare i processi produttivi. Il punto però è: possono farlo se redistribuiamo i loro benefici a tutta la società, non se vanno ad arricchire ancora di più le mani di pochi».

«Sostegno totale»

Ma in Sardegna c’è tensione tra Pd e pentastellati anche sul rinnovo delle commissioni consiliari, le fa notare qualcuno. «Siamo forze politiche diverse», taglia corto lei, «e per questo è molto importante il lavoro sull’unità fatto in questi anni, sono certa che ci continueremo a parlare e ad ascoltarci sempre di più per trovare un punto d’incontro. Questo dobbiamo fare per dare risposte alle persone sui salari che sono tra i più bassi in Europa». E poi ancora, nell’intervento finale dal palco: «Sono qui a ribadire il pieno e totale sostegno alla presidente della Regione per tutto il lavoro che sta facendo con la sua Giunta e la sua coalizione per dare risposte ai sardi e per vincere tutti assieme anche la prossima volta». Uno dei meriti – spiega con riferimento alla vertenza entrate – è quello di «essere riusciti tutti assieme a recuperare dallo Stato un miliardo e mezzo di euro, questo significa poter rafforzare la sanità pubblica per tutti i sardi, certo ci vorrà un po’ di tempo per raccogliere i frutti, ma intanto ci sono le risorse e le avete ottenute voi con la vostra lotta». E questo, aggiunge, dimostra una cosa, «che siamo una squadra e quando lavoriamo in squadra siamo imbattibili».

I temi

La segretaria non ama soffermarsi sulla polemica politica interna alla coalizione. Preferisce parlare di temi. L’insularità è uno di questi: «Qui in Sardegna il costo dell’energia è molto alto, come lo è in tutta Italia, ma dobbiamo tenere in conto le specificità che derivano dall’essere un’Isola, e un buon governo e una buona politica sono quelli che anche da Roma guardano alle specificità sapendo costruire risposte su misura». E sul fronte della transizione energetica, «bisogna accelerare il percorso verso le fonti pulite», ha detto, insistendo però sul ruolo delle istituzioni pubbliche nel governarlo, con particolare attenzione alle specificità della Sardegna. «L'insularità richiede politiche specifiche, non possiamo pensare di calare dall'alto o da Roma delle soluzioni che vadano bene per i bisogni di una terra splendida e orgogliosa come questa. Dobbiamo costruirle insieme. E non possiamo accettare di continuare a pagare le bollette più care d'Europa. La transizione energetica non può passare dal ricatto di una grande multinazionale che offre una paccata di soldi a un agricoltore in difficoltà per ricoprire il suo suolo agricolo con dei pannelli». Schlein fa sua la battaglia contro il trasferimento dei detenuti mafiosi in Sardegna: «È inaccettabile quello che state vivendo sul 41 bis, inaccettabile che non si metta mano a quella preferenza insulare che è stata stabilita da una vecchia legge del 2009. Lo dico con nettezza al fianco vostro: la Sardegna non è e non sarà il carcere d'Italia e Nordio deve tornare indietro su questa scelta». Strettamente legato è il tema sanitario: «Questa destra vuole una sanità a misura del portafoglio. Noi difenderemo la sanità pubblica dai tagli e dalla privatizzazione». Prima della segretaria hanno preso la parola il senatore del Pd Marco Meloni, il segretario regionale Silvio Lai, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e la governatrice pentastellata Todde.

«Mi sento a casa»

«Sono qua e mi sento a casa», le parole della presidente dal palco, «la differenza di quello che fanno le Regioni progressiste come la Sardegna si vede: riconoscono lo Stato di Palestina, fanno le leggi sul fine vita, combattono l’autonomia differenziata, approvano il salario minimo, difendono l’acqua e la sanità pubblica, l’ambiente e i diritti».

Silvio Lai è ritornato sul principio di insularità che «questo governo non ha attuato proprio. Anzi, si è girato dall’altra parte. Il governo deve aiutare i sardi perché sono cittadini di questo Paese e invece ci dimostra che dobbiamo arrangiarci da soli». «Noi del Pd vogliamo governare per un cambiamento radicale, fondato su diritto e pace, prosperità e giustizia sociale – ha detto Marco Meloni aprendo il ciclo degli interventi finali – abbiamo dedicato all'innovazione la Festa nazionale dell'Unità tematica che si conclude a Cagliari perché l'Italia ha bisogno di un futuro, mentre questo governo la tiene ferma». La campagna elettorale è già cominciata, ha riconosciuto, «noi ci arriviamo coesi, forti, impazienti. Impazienti di liberare l'Italia da questa destra e di darle un governo per il cambiamento, il progresso e la giustizia». Massimo Zedda ha annunciato il suo voto Elly Schlein alle primarie, in vista delle prossime elezioni politiche, «con l'obiettivo di conquistare il governo e dare risposte ai bisogni del Paese senza tradire gli elettori».

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