Cervi, ridurre gli squilibri ecologici e limitare i danni causati alle attività umane di interesse economico. La provincia del Medio Campidano ha avviato un nuovo progetto sulla fauna selvatica, questa volta punta sul censimento del “cervo sardo-corso”. Una specie particolarmente protetta, inizialmente limitata nelle strade dei minatori del sito di Montevecchio, nei Comuni di Arbus e di Guspini, regno indiscusso dell’ungulato dell’Isola, ora si è estesa in molte zone del Campidano fino alla Marmilla.
Una massiccia presenza che a volte provoca tensioni fra gli agricoltori per i danni alle colture, nonché potenziali rischi per gli automobilisti che transitano nel suo areale a causa di attraversamenti stradali improvvisi.
Ed è proprio la minaccia concreta dell’animale, non solo per i danni arrecati alle colture dalle sue attività, ma anche per l’equilibrio degli ecosistemi locali, che ha spinto il settore ambiente della provincia alla pianificazione e gestione faunistica tramite un piano di controllo.
La redazione sarà affidata a un tecnico esterno, l’importo della procedura a base di gara è stato stimato in diciottomila euro. «Lo scopo principale», dice il consigliere con delega all’Ambiente, Simone Murtas, «è permettere una convivenza pacifica tra la specie e l’uomo, riducendo le criticità e ripristinando l'equilibrio ecologico. L’impegno è potenziare i fondi per il risarcimento dei danni e per strumenti di prevenzione».
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