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Turismo, nuovo record per l’Isola 

Nel 2025 le presenze sono state 21,8 milioni, gli stranieri arrivano al 56% 

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Nella Milano “mondiale” con le Olimpiadi invernali e la Borsa internazionale del Turismo, la Sardegna non ha sfigurato con un’offerta ampia che unisce con armonia, mare e aree interne.

I numeri

I dati illustrati dall’assessore Franco Cuccureddu, padrone di casa nello spazio espositivo di oltre mille metri quadrati nel padiglione 11 del polo fieristico di Rho, sono lo specchio di un’Isola che rafforza il suo appeal nel vasto mondo delle vacanze. La Sardegna è riuscita nel 2025 a superare la quota delle 20 milioni di presenze, si attesta a 21 milioni e 800mila che insieme ai 5 milioni di arrivi descrivono un quadro decisamente rassicurante in vista delle prossime sfide.

Presenze e arrivi fanno registrare un +15% rispetto allo scorso anno (+33% rispetto al 2023). Cresce soprattutto la presenza degli stranieri con la Germania che guida la classifica. Non mancano le sorprese con nuovi vacanzieri che cominciano a scoprire l’Isola. Cresce l’interesse dei turisti statunitensi, nel dato che li riguarda si riscontra un +30%. Ma anche Canada e Australia sono mercati in costante crescita mentre occorre ancora seminare in India e Cina per richiamare nuovi flussi da Paesi potenzialmente molto interessanti in grado di portare rilevanti benefici economici. I turisti stranieri, per presenze, ormai superano gli italiani. In questa speciale partita conquistano la quota maggioritaria con il 56%.

Le “attrazioni”

Un dato che si consolida, «frutto del lavoro di promozione – spiega Cuccureddu – svolto in questi nelle fiere e negli altri eventi in cui abbiamo presentato le nostre proposte». E aggiunge che «la Bit di Milano quest'anno ha riservato davvero tante sorprese. La Sardegna suscita un'attenzione molto particolare perché siamo per il 2026, unica regione europea, ma abbiamo ancora la spiaggia più bella del mondo come Cala Goloritzé. A questi numeri si aggiunge una crescita del 30% della capacità ricettiva, segno di un sistema più strutturato e competitivo».

Bassa stagione

Il turismo di “bassa stagione”, vecchio tallone d’Achille, inizia a dare segnali di vitalità: a novembre da 180mila si sono raggiunte le 221mila presenze, a dicembre da 156mila a 190mila. Al centro dell’attenzione della Bit anche il riconoscimento dell’Unesco per le Domus de janas, 18 siti che hanno avuto il sigillo dell’organizzazione della Nazioni Unite che ha sede a Parigi. Fanno parte del patrimonio dell’umanità e per la Sardegna – è stato sottolineato – tutto questo costituisce un valore aggiunto per lo sviluppo turistico. Giuseppina Tanda, anima del progetto affidato al Cesim (Centro studi “Identità e Memoria”) e a una solida rete di comuni, ha ricordato che resta ancora tanto da fare per la loro piena conoscenza e valorizzazione. Alla Bit la Sardegna ha trovato anche inattesi testimonial come il giornalista Pierluigi Pardo e il campione del nuoto Massimiliano Rosolino: «Amiamo l’Isola tutto l’anno. Ci piace il mare ma anche quello che offrono le aree dell’interno, depositarie di tradizioni, storia e cultura da scoprire». Oggi la Bit chiude i battenti con il sorriso. Si guarda alla prossima stagione delle vacanze con fiducia e ottimismo.

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