WASHINGTON. Donald Trump sospende l'applicazione delle nuove sanzioni contro la Russia e rinvia le misure restrittive su larga scala del Graham Act, legge da lui stesso promulgata a settembre, in forza dell'interesse nazionale. Mosca esulta per una decisione definita «storica», mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non nasconde tutta la sua ira e la sua delusione per «il premio dato all'aggressore».
Scopi elettorali
La mossa del presidente, contenuta in un ordine esecutivo postato venerdì sera sul sito della Casa Bianca, punta a bloccare l'efficacia della normativa più stringente contro la Russia per l'aggressione ai danni dell'Ucraina. Norma che, se in vigore, avrebbe complicato i suoi sforzi per ridurre i prezzi del diesel sul mercato domestico in vista del voto di midterm del 3 novembre. Quindi, l'allentamento della pressione su Mosca, malgrado il coro bipartisan chieda di fare l'esatto opposto, in nome se non altro del senatore repubblicano Lindsey Graham, un suo grande alleato, scomparso a luglio proprio pochi giorni dopo essere tornato da Kiev, ma deciso oppositore dei regimi autoritari, Russia inclusa.
Anche per questo, a Mosca la svolta di Trump è stata accolta con grande soddisfazione: un nuovo smacco per Kiev, secondo il negoziatore di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev. «La sospensione del Graham Act da parte dell'amministrazione Trump è un momento importante e davvero storico», ha affermato sui social Dmitriev, controparte dei negoziatori americani. La decisione del presidente Usa, che solleva forti dubbi legali al Congresso, è maturata a una settimana dal controverso accordo per consentire alla Russia di vendere il suo diesel sui mercati globali.
«L'ennesima resa di Trump a Putin tradisce i nostri partner ucraini e sfida la chiara volontà del Congresso, espressa in una legge per punire la Russia e la sua illegale guerra di aggressione», ha scritto su X il deputato dem Don Beyer. «Queste deroghe non hanno nulla a che fare con la nostra sicurezza nazionale, ma servono solo ad adulare Putin. Spero che i colleghi repubblicani si uniscano a me nel condannare un'azione vile e codarda», ha rincarato il senatore dem Richard Blumenthal.
I repubblicani
Ma arrivano critiche anche dal Gop: «È un comportamento oltremodo irresponsabile. Quale aspetto dell'applicazione di una legge approvata dal Senato con 86 voti favorevoli e 11 contrari non è chiaro al presidente e ai suoi consiglieri?», ha attaccato su X il senatore repubblicano Thom Tillis. «Lindsey ne sarebbe inorridito», ha commentato in modo laconico il collega di partito, John Cornyn.
«Questa legge avrebbe potuto essere di enorme aiuto, e può esserlo ancora! Ma deve funzionare concretamente, e ogni voce a suo sostegno è importante», ha scritto Zelensky su X sul Graham Act, mentre gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine sembrano non avere fine.
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