L’emergenza

Sbarchi, l’ondata non si ferma 

Ieri altri 103 migranti sono approdati nelle coste del Sulcis 

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Nuovi sbarchi sulle coste del Sud Sardegna, e la preoccupazione per il Centro di prima accoglienza e Hotspot di Monastir, da tempo in sofferenza per il sovraffollamento, cresce. Sono 103 i migranti arrivati nelle ultime ore, poi trasferiti nell’Hotspot per le operazioni di identificazione.

Anche donne e minori

Il numero porta a quasi 400 il numero degli arrivi in soli tre giorni. Già dalla mattina di ieri grande lavoro degli uomini della sezione navale della Guardia di Finanza che hanno intercettato diversi barchini a sud delle coste sulcitane, e dopo averli fatti salire a bordo della motovedetta li hanno accompagnati al porto commerciale di Sant’Antioco diventato ormai il principale punto di approdo del sud Sardegna. I numeri sono in costante aggiornamento e ai numerosi giovani che salgono sui barchini si aggiungono anche donne e minori come quelli sbarcati ieri a Porto Pino: la Polizia locale di Sant’Anna Arresi ha preso in carico 27 persone tra cui due donne in dolce attesa e un bambino. Sul posto anche il personale di Frontex per le prime operazioni di riconoscimento. Un altro gruppo invece è stato segnalato nella zona del poligono di Capo Teulada, ma potrebbe non trattarsi di un nuovo sbarco: alcuni dei migranti arrivati venerdì sera sono riusciti a dileguarsi facendo perdere le loro tracce. Per l’intervento è stato allertato anche il 118 che ha inviato nella zona l’ambulanza della Sud Sardegna emergenze. Viste le condizioni meteo marine favorevoli non si esclude che possano esserci sbarchi anche per la giornata odierna.

La richiesta

«Siamo molto preoccupati per i recenti sbarchi e le ricadute sulla gestione del Centro di Monastir e sulla sicurezza del nostro territorio» dichiara la sindaca di Macomer Paola Ugas. «La situazione richiede un’attenzione immediata e un coordinamento costante tra tutte le istituzioni e le forze dell’ordine. Per questo ho già chiesto alla Prefettura la convocazione urgente del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, affinché si possa fare il punto sull’evoluzione del quadro e individuare le misure necessarie». Solo un mese fa all’interno della struttura si contavano circa 800 persone, a fronte di una capienza di circa 300 posti. Una situazione che continua a preoccupare anche i residenti. Ieri sera, a Cagliari, in molti sono scesi in piazza per una manifestazione pacifica in difesa della sicurezza del territorio. «Come amministrazione abbiamo il dovere di rappresentare le preoccupazioni dei cittadini e chiedere risposte concrete. La sicurezza della comunità non può essere sottovalutata» chiude Ugas. «La risposta della Prefettura e della Questura è stata tempestiva. Martedì pomeriggio siamo stati convocati per rappresentare le nostre preoccupazioni, prima che le criticità possano aggravarsi».

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