Tirana

Quinto giorno di protesta, violenti scontri in Albania 

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Tirana. Al quinto giorno di scontri la protesta dilaga nelle vie di Tirana, con i manifestanti che chiedono le dimissioni del premier Edi Rama e lanciano bombe molotov contro una delle sedi della Banca centrale e contro la Corte suprema. La scena si è ripetuta identica a pochi giorni fa, quando i manifestanti si erano praticamente impadroniti del centro della città, assaltando ministeri, parlamento e ancora una volta la Corte costituzionale, dando fuoco a negozi e filiali di banche ingaggiando violenti scontri con la polizia che era riuscita a respingere anche un tentativo di attacco al Palazzo del governo. Ieri le forze dell'ordine hanno dovuto di nuovo respingere ripetuti tentativi di assalto al ministero dell’Educazione, con sassi e molotov, usando idranti e lacrimogeni mentre i manifestanti hanno denunciato l'uso di proiettili di gomma. A poche centinaia di metri di distanza è intanto andato in fiamme anche il gabbiotto alla porta d'ingresso della nunziatura, l'ambasciata in Albania della Santa Sede. Alle richieste dell’opposizione di centro destra guidata da Sali Berisha che chiede le sue immediate dimissioni, Rama ha ribadito anche ieri che non intende fare alcun passo indietro.

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