Stop al progetto della distesa di pannelli fotovoltaici su campi a ridosso del monte Arcuentu, a Guspini. Il ministero dell’Ambiente ha espresso un parere negativo alla Valutazione di impatto ambientale. Un’area di circa 150 ettari, a otto chilometri dal paese, che corrisponderebbe a circa il 75 per cento dell’estensione del centro abitato stesso (circa 200 ettari). Un’area che, secondo le osservazioni del Comune, «coinvolge circa 200 aziende e quasi 40mila ovini».
Habitat da preservare
L’iter è iniziato il 12 aprile 2024, quando la società Ica Ren For presentò il progetto “AgriSardegna”, che prevedeva l’installazione di 146mila pannelli, oltre 102 MW di potenza con un sistema di accumulo da 90 MW e 180 MWh, nonché decine di container di batterie e undici chilometri di collegamenti elettrici. Il parere del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) è chiaro: l’impianto si trova a circa 120 metri da una Zsc (zona speciale di conservazione) e a circa 1,1 chilometri da una Zps (zona di protezione speciale). Per la Commissione, «la documentazione presentata non consente di escludere, con adeguato livello di certezza, incidenze significative dirette, indirette e cumulative», e il progetto risulta quindi «non compatibile con la Rete Natura 2000». Il rischio è la frammentazione degli habitat, con la gallina prataiola nei pressi. Manca, infine, uno studio di incidenza completo. Inoltre, per il ministero della Cultura, l’impianto è problematico per la vicinanza di diversi siti nuragici, tra cui uno, segnalato dal Puc, in località Coddu sa Ceroxina, nell’area dell’impianto, ma anche la tomba dei giganti di Terra Moi, a circa 85 metri.
Una lunga storia
Il sindaco Marco Pala: «È il risultato della battaglia portata avanti da cittadini, comitati e precedente amministrazione. Confermiamo la linea politica: lo sviluppo del territorio è l’unica arma per opporsi a una speculazione crescente e favorirne lo sviluppo. Ecco perché, sulla piana di Neapolis, stiamo lavorando con la Regione per trovare risorse affinché arrivi l’acqua agli allevatori, in modo che possano continuare a coltivare quelle terre e restituirle alla loro vocazione agropastorale». L’ex primo cittadino Giuseppe De Fanti si dice «molto soddisfatto» per il diniego, basato fondamentalmente sulle «nostre osservazioni del 2024». Osservazioni che, spiega, hanno dimostrato come «installazioni di quella dimensione sono impianti industriali, nulla hanno a che fare con la pratica agricola e non sono ammissibili dal Puc. Sarebbe stato uno scempio ambientale enorme». Marcello Serru, ex vicesindaco del paese: «Grazie all’azione che abbiamo portato avanti, opponendoci e scrivendo molto spesso direttamente, noi e l’ufficio tecnico, si è arrivati a questo risultato».
Le varianti urbanistiche
Francesco Marras, già sindaco e attivista del Presidio del Popolo Sardo, gli fa eco: «Già quindici anni fa gli amministratori si accorsero che era in atto un’aggressione alle nostre terre agricole da parte di multinazionali senza scrupoli, finanziate con denaro pubblico. È stata messa mano al Puc e oggi, nel nostro territorio, non sono ammesse pale eoliche. Per il fotovoltaico, nelle zone agricole non si possono costruire impianti industriali che con l’agricoltura nulla hanno a che fare. Il Comune di Guspini ha da tempo avviato gli strumenti dell’attuale Pratobello 26». Simona Cogoni, dal gruppo di minoranza Impari: «I pannelli si installino dove non creano danni, come su tetti, immobili e zone già compromesse, senza consumo di suolo».
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